Anno 2021

299
Ore
6959
Distanza
61
Attività
68930
Dislivello

immagine altimetrica

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
0:26':11" La Lomellina da Novi 1
0:08':14" San Cristoforo da Gavi 2
0:13':14" Tramontana da San Cristoforo 3
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22/04/2021

  • Distanza 101.14 km
  • Tempo 3:50:06
  • Dislivello 548 m
  • Costanza

“Ciò che pensa la gente quando ci vede per strada”

Lo sterzo della bici fa un rumore che non mi piace,
mi ero accorto del difetto salendo il muro di Ovrano un paio di giorni fa, tornato a casa ho registrato il gioco della serie sterzo ed il rumore non l’ho più sentito per quasi tutto il giro di ieri, solo al rientro ha ricominciato a fare quel fastidioso “tac” in frenata.
Oggi non avevo una gran voglia di bici ma ho voluto portarla a fare una visita. Diagnosi, cuscinetti serie sterzo passati a miglior vita, sostituiti i quali la bici è nuovamente silenziosa e funzionale.
Se non ci fosse stato questo problema, probabilmente questa mattina avrei intercettato, Riccardo Rossano sul suo percorso tra Genova e Susa, ho letto la notifica del messaggio un po’ in ritardo ma spingendo un po’ seri riuscito a raggiungerlo in quel di Acqui Terme e magari accompagnarlo per un tratto di strada, peccato sarà per un’altra volta.

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Parto quindi verso Vignole Borbera,
sede della HBM, li è stata costruita la mia “Costanza”, un ottimo spunto per un giro in val Borbera, e farmi venire la voglia magari attaccando Pobbio che non faccio da anni. Sono quasi le nove, seconda ora di punta, pedalo sulla SP181 Bosco Marengo-Cantalupo, ho dimenticato di inviare la posizione in tempo reale a mia moglie, (un modo per stare tutti tranquilli) ma ho fretta lo farò quando arrivo a Vignole.
Pedalo abbastanza spedito, su questa strada non larghissima, un po’ bucherellata e al momento abbastanza trafficata. Pedalo sulla linea bianca, più a sinistra l’asfalto è malridotto, sulla striscia bianca si corre bene, un po’ troppo adiacente all’erba ma con un po’ di attenzione si va senza troppi scossoni.
Pedalo, traffico notevole, auto che sopraggiungono da Bosco Marengo, tante, qualcuno che ha più fretta di altri, azzarda un sorpasso anche se nella corsia opposta ci sono io, ma tanto è solo una bicicletta sulla linea bianca. Pedalo su questi 5 chilometri di strada che mi separano da Bosco Marengo, poi le cose cambieranno, mi infilo sulla strada per la frazione Donna e tutto sarà passato, tranquillo, molto più di quanto lo sia ora.

 

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Pedalo sulla striscia bianca
e penso ai fatti miei, auto che arrivano e un soffio improvviso alla schiena, un rombo di ruote pesanti che schiantano l’asfalto, ombra alla mia sinistra, camion, enorme, verde scuro, gigantesco. Mi passa accanto molto veloce, ad occhio 70-80 km/h, il soffio diventa vento, una ventina di centimetri tra me e lui, deve stare a destra, dall’altra parte ci sono le auto, qui a destra è solo una bicicletta, resto sulla striscia bianca, passa presto penso. E passa, si passa la motrice e dietro il rimorchio, anch’esso verde scuro, enorme, ancora vento ma passa veloce e pare ancora più vicino della motrice, stringo il manubrio,e nonostante lo spostamento d’aria sono ancora sulla striscia bianca. È passato, si, sta andando via e se ne frega del mio braccio alzato col dito che indica di no, che certe cose  non vanno fatte, che per guadagnare 1 minuto si corre il rischio di farla cadere la bicicletta. Si la bicicletta, perché chi c’è seduto sopra non conta nulla. È solo una bicicletta.
Finalmente è Bosco Marengo, svolto per Donna e mi rilasso, più avanti sarà la SP35 bis dei Giovi, trafficata ma è larga, ha una corsia di circa un metro sulla destra, si viaggia sicuri, più sicuri che in altre strade. Lascio la 35bis e salgo sulla SP35ter e arrivo a Vignole in tutta sicurezza senza più intoppi.
Cerco il telefono per mandare il segnale a mia moglie e mi accorgo di non averlo con me. Niente giro in Val Borbera, riparata la bici me ne torno a casa per una strada alternativa, passando per le rampe di Pratolungo da Arquata, poi Gavi e San Cristoforo, un passaggio a ruota di un trattore fa piacere e sono a casa. Prendo il telefono, mando la traccia e riparto, percorrendo giusto lo spazio che manca per arrivare ai 100 km.

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In Alessandria,
ancora qualche episodio di intolleranza alla bici, sopporto e proseguo verso casa. Doccia  e preparo il pranzo. Squilla il telefono, è mia moglie, preoccupata perché il giro che ho fatto le sembra troppo corto per i miei standard. Ha ragione, ha seguito solamente gli ultimi 30 km. SEMPREINSELLA!
Comunque agli occhi della gente, siamo solo biciclette, non importa a nessuno della vita che le guida!

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