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Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
0:23':58"  Passo dell'Alpino da SP170 (Monte Lanzone) 1
0:42':48"  Passo della Bocchetta da Voltaggio 2
0:36':50"  Passo dei Giovi da Pontedecimo 3
0:24':46"  Passo della Castagnola da Borgofornari 4
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13/02/2018
• Distanza 127.72 km
• Tempo 06:01:06
• Dislivello 2174 metri

Continuo con le salite in ordine alfabetico
e devo dire che la cosa mi diverte molto. Le idee sono costrette a tornare e seguendo le salite in ordine alfabetico, non è difficile impostare un giro diverso per ogni volta, la cosa difficile è riuscire a portare a casa il giro senza fare troppa fatica. Oggi sarebbe stato il giorno della lettera “B” e le salite sono parecchie, Barbagelata, Baretta,Bavari, Belforte, Bergolo, Bocca di Crenna, Borassi, Borgo, Borlasca, Bossolasco e tante altre. Ho scelto la Bocchetta dal versante di Voltaggio, perché in questa stagione non mi è sembrato il caso di andare a cercare salite lontane, poco o troppo impegnative, questa aveva i giusti criteri per il mio grado attuale di preparazione, cioè “zero”.

Mi avvicino e penso:
Parto verso Gavi, ho programmato di passare dalla Val Lemme e San Cristoforo, per non fare sempre le stesse strade, superato il Fasciolo, penso che se prima della B come Bocchetta, ci mettessi la A come Alpino, non sarebbe una brutta idea ed a San Cristoforo, devio verso Tramontana e Mornese. Mi avvio verso il bivio dell’Alpino, tranquillo, senza forzare. Una richiamo alle spalle, qualcuno mi saluta ad alta voce. Mi volto e vedo schizzare una bici bianca, rispondo al saluto, non faccio nemmeno in tempo a chiedere chi è o a vedere la marca della bici. Nulla è già lontano, subito penso che sia Ale ma vedo da Strava che non è lui, (oggi quel segmento è stato fatto da Matt C e Alfredo Raimo, poi poteva essere chiunque che non pubblica su Strava) sta di fatto che mi ha letteralmente sverniciato la bicicletta. Proseguo pochi metri e svolto a destra su per il monte Lanzone.

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“A” come Alpino
Questa è l’ascesa classica al Brisco, è il versante che preferisco, quattro chilometri e mezzo abbastanza regolari con una pendenza media del 7.82%, non so quante volte sono salito da questo lato. La strada è la SP165 delle Capanne di Marcarolo, larga, con un discreto fondo e quel che più conta presenta uno stupendo panorama sul territorio compreso tra le valli dell’Orba e del Lemme, nel primo tratto e successivamente, in prossimità del passo, spazia sull’ Appennino Ligure con la Valle del Gorzente. Oggi c’era sole su per l’Alpino, cielo terso e assenza di vento hanno reso meravigliosa la salita di oggi.
Scollino e mi preparo alla lunga discesa verso Voltaggio, nonostante la presenza di molta neve ai bordi, la strada asciutta, scendo bene, non fa freddo, il poco sole riesce a riscaldare quanto basta. Al bivio del Valico Eremiti le cose cambiano, mi sto infilando nella valle del Morsone. La strada si strige, il fondo rimane buono ma è bagnato, viscido e quasi tutto all’ombra, in oltre le pendenze si elevano e la bici fa presto a prendere velocità. Freni tirati dunque e occhio alle curve. Voltaggio arriva presto, in paese procedo nella via centrale contromano ed alla rotatoria sulla SP160 di Val Lemme, esco alla prima, direzione Bocchetta.

“B” come Bocchetta
Non è una salita difficile, dieci chilometri e mezzo in totale dei quali, i primi otto e mezzo sono quasi pianeggianti. La strada segue il Lemme passo, passo, il torrente scende verso Voltaggio partendo dal Monte Leco. Io mi arrampico come posso su questa blanda strada in fase di ristrutturazione generale, dovuta alla vicinanza del percorso della ferrovia T.A.V. Oggi solo un cantiere attivo e nessun semaforo. Salgo superando Molini e poi il bivio per ilo Mote Leco, tra poco inizieranno gli ultimi due chilometri i più impegnativi. Poco prima del tornante dei cavalli, 11% di picco poi spiana per riprendere poco dopo. La frana del 2014 è sempre li in attesa che qualcuno la sistemi, sui “new jersey” una scritta di protesta “Dove sono le istituzioni”. La salita è quasi terminata a darmi l’avviso, folate di vento che, pare arrivino dal mare. Neve ai bordi della strada, me la porto appresso da Voltaggio ma appena scollino e scendo di qualche metro la neve svanisce, l’aria del mare l’ha cancellata, la strada è asciutta, posso scendere tranquillo gli otto chilometri circa, che portano a Campomorone.

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 Vento
La Liguria non si smentisce mai in fatto di vento, quello di oggi è forte e gelido, arriva da Nord e salendo la Ex SS dei Giovi, me lo trovo dritto in faccia per diverso tempo. I Giovi sono necessari per il mio rientro a casa, tra i passi che dalla Liguria conducono in provincia di Alessandria, è il più vicino ed anche il meno difficile. Salgo col vento in faccia ma col sole sulla schiena. Come per la Bocchetta i primi chilometri sono leggeri, solo dopo il Ponterosso, la strada prende vagamente le sembianze di una salita e termino anche questa terza ed obbligatoria arrampicata. Giù verso Busalla e poi via nella Valle Scrivia, verso casa. Ma mentre mi avvicino a Borgofornari mi viene l’idea di infilare nel giro anche la lettera “C”.

“C” come Castagnola
Si la Castagnola, detta anche “Pian dei grilli”, bel modo di finire un giro che prevedeva la sola lettera “B” come Bocchetta ed invece ha finito col comprenderne le prime tre. Leggera all’inizio, prende forma solo dopo il terzo chilometro, poi sale comunque tranquilla nonostante il trambusto dei vari cantieri del Terzo Valico. Come la Bocchetta, la strada è rifatta a nuovo quasi tutta , tranne il tratto dove sono posizionate le prese d’aria per la galleria della TAV. Qui un grande cantiere mantiene ancora un grosso movimento di mezzi pesanti e la strada è in condizioni precarie oltre che pericolosa. Supero questo tratto, più a valle un semaforo e proseguo verso Gavi. Poco vento ora, non come sui Giovi, forse riesco ad arrivare a casa senza fare troppa fatica. Le gambe girano ancora, buon segno. Pochi chilometri e sono arrivato e posso pensare alla lettera “D”, non so ancora se sarà Dernice o Denice, il Santuario del Deserto è ancora troppo lontano, boh, vedremo. SEMPREINSELLA

 

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