2016 10 29 estate dei santi

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
23':10" Malvicino da SP334 (del Sassello) 1
37':57" Colle de Zotti da Pontinvrea 2
45':45" Santa Giulia da Dego 3
21':00" Bergolo da Pezzolo Valle Uzzone 4


22/10/2016
• Distanza 181.75 km
• Tempo 08:25:20
• Dislivello 2341 metri
Nebbia
Tutti gli anni a cavallo del primo di Novembre, il passaggio di alta pressione, provoca l'allontanamento delle nubi e ci regala qualche giorno di bel tempo ma questo significa a volte, aria fredda e formazione di nebbie. Ore sei, porto Pinkie, il mio cagnolino quasi centenario, ( 14 anni moltiplicati per 7 ) a fare un giretto ed il cielo è uno spettacolo di stelle, pulito come uno specchio, niente nebbia, niente vento, si preannuncia una giornata stupenda. Quando esco alle otto, tutto è cambiato, il cielo è velato, ed in lontananza, la nebbia avanza inesorabile. Me la porto appresso fino a Pontinvrea, che raggiungo passando per Malvicino, prima salita del giorno, poi Roboaro e Mioglia. Quasi settanta chilometri con visibilità abbastanza buona ma con questa nebbiolina che attaccandosi su occhiali e casco, gocciola e mi infastidisce.
Colle de Zotti
Pontinvrea, la città della Musica e la seconda salita inizia, Colle de Zotti l’ho trovata su Passi e Valli in Bicicletta, Liguria 2, il libro di Brunetti e Vinai. Bella strada, dopo un tratto in iniziale molto duro,  la salita è scorrevole fino a Ferriera di Montenotte, poi dopo la svolta a destra si rende un po’più dura ma non impossibile. Proseguo scollinando il Colle de Zotti a 742 metri di altitudine, il sole è finalmente arrivato a scaldarmi un po’ la schiena, cancellando tutto il freddo accumulato questa mattina. Scendo seguendo le indicazioni del Garmin ma per un errore sulla pianificazione della traccia, mi ritrovo in una cascina dove la strada diventa un piccolo sentiero percorribile solo con una mountain bike. Torno indietro e proseguo sulla strada principale scendendo finalmente a Dego.


Santa Giulia
La terza salita inizia quasi subito, un pallido sole mi accompagna in questa scalata abbastanza semplice, arrivato al bivio, soprapensiero e disattento alle indicazioni del Garmin, invece di svoltare a destra, tiro dritto in direzione del Colle Buzurou e Cairo Montenotte. Me ne accorgo dopo circa ottocento metri e recupero invertendo la marcia. Tornato al bivio riprendo la strada giusta, scollinando Santa Giulia e gettandomi giù per la bella discesa tecnica che porta a Scaletta  e poi giù ancora nella Valle Uzzone.
Bergolo
Ora è falsopiano, fino a Pezzolo in Valle Uzzone, davanti a me un ragazzo in mountain bike, spingo per raggiungerlo ma se ne accorge e aumenta l’andatura, proseguiamo così, a poche centinaia di metri uno dall’altro. Ci avviciniamo e ci allontaniamo innumerevoli volte, poi a Pezzolo,  il ragazzo si ferma, sfilando lo smanicato. Saluto, chiedendo se la strada a sinistra è quella che porta a Bergolo, annuisce, mi alleggerisco anch’io mentre lui parte a tutta scomparendo dietro la prima curva. Attacco anch’io questa ultima, corta ma durissima salita, l’ho fatta due volte in discesa e su, in cima a Bergolo, un cartello ammonisce che la pendenza è del 22%. Tra poco saprò se è vero. Il primo tratto è veramente molto duro, salgo con il rapporto più agile che ho, un 39x26 mi è bastato per scalare il Monte Lesima, non credo che questa strada sia più dura. Avanzo e le pendenze si affievoliscono un poco. Non faccio fatica, salgo con calma, su questa stradina stretta e a tratti coperta dalle foglie caduche degli alberi. A tratti la ruota posteriore scivola, cerco di salire seduto ma non sempre è possibile. Avanzo, metro dopo metro, curva dopo curva e finalmente l’ultimo strappo che prelude alla vetta, Bergolo il paese di pietra.
Vario il percorso
Sosto un pochino sul belvedere, mangiando qualcosa e scattando alcune foto al panorama offuscato dalla foschia. Due uomini con un soffiatore, radunano le foglie del viale in grandi mucchi, mentre due  bimbi, giocano, rincorrendosi tra le sculture di legno. Indosso l’antivento e scendo, dopo qualche centinaia di metri, Garmin lancia l’ennesimo allarme di “FUORI ROTTA”, ha ragione, secondo il percorso pianificato avrei dovuto scendere verso Levice, poi compiendo un largo giro e passando per Torre Bormida avrei dovuto raggiungere Cortemilia. Proseguo nonostante le rimostranze del navigatore, ormai ho deciso, a Cortemilia ci scendo per la via più breve.
E allungo ai 200 km.
Nonostante il giubbino antivento, sento freddo, la stanchezza e il sole a tratti nascosto dalle nuvole, provocano questo disagio. Non vedo l’ora di essere in pianura per ricominciare a pedalare e riscaldarmi un poco. Ecco Cortemilia, nel piazzale a destra della strada, come sempre, tante moto parcheggiate. Proseguo, Vesime, Cessole, sono nuovamente sulla strada pianificata. Bubbio, Monastero Bormida, Bistagno. Supero Terzo e sono ad Acqui, sfioro la strada fatta all’andata, Strevi, Cassine e salgo in tangenziale. Non c’è vento, non c’è neppure il sole ma ora che posso pedalare non sento freddo, mangio ancora qualcosa, ho circa 170 chilometri all’attivo, se rientro per la strada più breve non riuscirò ad arrivare ai 200, quindi allungo quanto basta.

In questa Estate dei Santi, nove ore pedalate, 201 km, freddo e nebbia al mattino, sole abbastanza gradevole nel pomeriggio, il ricordo bellissimo della strada appena fatta, sul taccuino dedicato alle salite ne posso aggiungere due nuove, Colle de Zotti e Bergolo da Pezzolo, la prossima settimana monto in reperibilità e niente bici per quindici giorni mi sa che la stagione dei giri lunghi è terminata, nebbia e poche ore di luce lasciano spazio solo per giretti in zona. SEMPREINSELLA!