Anno 2020

359
Ore
8470
Km.
73
Attività
81652
D+

2019 05 22 11 tappa giro 2019 a ruota di sandoval e mcbeard

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
 9':25"  Molino della Signora 1

 

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22/05/2019
• Distanza 188.52 km
• Tempo 7:04:00
• Dislivello 1244 metri

La strada del Giro riserva molte sorprese

Sono tornato a casa per vedermi in tranquillità l’arrivo dell’undicesima tappa del giro, Carpi-Novil Ligure. Qualcuno dirà che sono proprio scemo, ad avere l’arrivo praticamente in casa e non guardarlo dal vivo. Si magari sono scemo ma ho già avuto altre esperienze di arrivi praticamente a casa. Era successo nel 2010 a Novi Ligure a Tortona nel 2017 ad Asti non ricordo in che anno e devo dire che dalle posizioni in cui ero, non ho visto proprio un bel niente, quindi per me la soddisfazione è passare sulla strada del Giro qualche ora prima che lo facciano i Ragazzi.
Oggi ho approfittato di un passaggio in auto da parte di mia moglie che dirigeva su Salice Terme e da li, è iniziata la mia tappa del giro, l’unica per quest’anno, le atre passano troppo lontano da casa mia per che possa raggiungerle.
Salice Terme, dicevo. Via verso Godiasco e l’Oltre Po Pavese, paesaggi bellissimi ma strade da incubo purtroppo. L’obiettivo è Rottofreno, punto dove transita il Giro, poi Castel san Giovanni. Quando calco le strade del Giro, il mio incubo peggiore è essere raggiunto dalla carovana. La odio, è fracassona, vanno tutti come dei matti, cosa avranno mai da fare per andare così forte. Oggi è andata bene, li ho anticipati di qualche minuto e non ci siamo incontrati per tutto il percorso.
I primi 70 chilometri di avvicinamento al percorso, sono stati divertenti, circa 1000 metri di dislivello tra le bellissime colline dell’Oltre Po, in una mattinata fresca e soleggiata mi hanno portato nella sterminata pianura piacentina. Il vento contrario ed i chilometri di pianura che avevo davanti, cominciavano a darmi dei pensieri quando a Stradella, sono stato raggiunto da un trenino di 5 ciclisti, la lingua parlata era l’Inglese ma si sa che oggi tutti lo parlano tranne me. Attraversiamo Stradella e per non dare fastidio, esco allo scoperto e do un cambio. I ragazzi apprezzano per qualche chilometro e poi mi rimpiazzano aumentando l’andatura. Mi sfilano uno dopo l’altro, non provo ad incastrarmi, rispetto il gruppo e mi porto in ultima posizione. A tirare è un ragazzo di 28 anni Uri Martins Sandoval, in seconda posizione ecco Beardy McBeard, ha una fotocamera reflex completa di obiettivo, infilata nella tasca della maglia e quando va a tirare , si fa veramente fatica, poi gli altri tre. Il ragazzo dvanti a me cavalca un bici in titanio, ed ha un rumorosissimo campanello al manubrio, lo usa tutte le volte che si arriva alle spalle di qualche ciclista.
Si continua con buona andatura fino a che raggiungiamo un ciclista con la maglia blu della Mediolanum. È Genovese e finalmente posso scambiare qualche parola. Partito da Novi e raggiunta Broni, ha poi perduto le ruote del gruppo che pare viaggiasse a tutta.
Ora siamo in otto, cambi non ne ho più dati a quelle andature non sono abituato ed è già tanto se riesco a strare a ruota. L’ultimo arrivato, giunti a Tortona si arrende e proseguiamo in sei a d andatura sostenuta fino a che una coda di autovetture non frena la corsa e posso tirare un sospiro di sollievo. Davanti alla lunga coda il folto gruppo della Mediolanum con Moser e Fondriest e a quanto vedo ora anche l’amico Giuliano Fino. Si superano le auto a poco a poco e riusciamo ad accodarci al gruppo. In fondo una ragazza bionda, procede con l’aiuto dei compagni. Ogni tanto una piccola spinta per mantenerla nel gruppo.
Si entra in Novi e si procede verso l’arrivo, qualcuno si meraviglia di quante rotatorie ci siano negli ultimi chilometri. Una voce alle mie spalle, dice che – Quando correvamo noi, le rotonde non c’erano. È Francesco Moser che lo dice. Mi volto per vederlo meglio, ed è allora che per dare un ultimo slancio alla ragazza bionda, prova un rilancio all’americana. Si afferrano le mani e si lancia in avanti il ciclista che sta arrivando dietro. Cose da professionisti e la ragazza probabilmente non lo è. Risultato, perde l’equilibrio e rovina a terra. Mi fermo come lo fanno altri, si fermano anche le auto al seguito. La ragazza è spaventata, mortificata, sanguina dal ginocchio ma per fortuna, di li a poco si rialza e termina la corsa verso l’ultimo chilometro.
Io, li all’ultima rotonda prima del traguardo, vengo fermato, passano solo quelli che hanno l’accredito. I 5 ragazzi passano, come pure le maglie di Mediolanum, io mi fermo e guarda il caso, eccomi a dare una spallata (voluta) a Marco, vecchio amico e collega, due chiacchiere, una foto e via me ne torno a casa per vedere l’arrivo in TV che è più rilassante e soprattutto si vede e rivede meglio. SEMPREINSELLA!
P.S.
•    La ragazza bionda è Justin Mattera
•    Uri Martins Sandoval messicano ciclista professionista della Amore & Vita-Prodir
•    Beardy McBeard Cycling Photography con una gamba eccezionale
•    Per gli altri, se registreranno il giro potrò dire chi sono

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