Anno 2021

132
Ore
3123
Distanza
31
Attività
28575
Dislivello

immagine altimetrica

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
0:1o':07" Galleria di Garbagna da Molo Borbera 1
0:34':07" Montalto Pavese da Casteggio 2
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2/09/2012

  • Distanza 249.06
  • Tempo 09:45:14
  • Dislivello 2644 metri

Scrivo questo racconto a distanza di anni sulla base dei dati registrati allora sul Sigma Rox 9.1, sulle fotografie scattate sul percorso e sui lontani ricordi di quel giorno.

E anche questa settimana
a dispetto del brutto tempo, e nonostante la settimana di stop bici causa lavoro, ho portato a casa un altro 250 Km con Cassinelle, Bric Berton, Giovo e Colle del Melogno.
Sono quasi le otto quando mi lascio alle spalle Casal Cermelli, non so ancora dove andrò oggi, Savona di sicuro poi vedo strada facendo. Ho appena terminato il turno di reperibilità e filo verso Portanova salendo poi in collina tra le vigne di Mantovana coltivate con vitigni Cortese e Barbera quasi prossime alla vendemmia. Da queste alture, di solito il panorama è bellissimo ma questa mattina c’è nebbia e un po’ di nuvole, l’estate sta finendo e il clima cambia, tra poco rimpiangeremo il caldo asfissiante dell’estate, l’autunno purtroppo si avvicina.
Proseguo sulla strada più corta per Savona, da Cremolino discendo su via Pobbiano e inizia la lunga salita versi il Bric Berton. Quasi 20 km al 3% medio con il tratto più duro dopo il bivio per Bandita di Cassinelle, 12%-14% e riesco a staccare una mano dal manubrio per fare una foto, oggi ho la gamba. Entro nel territorio di Ponzone, il mio paese di nascita, che per estensione è il secondo comune della provincia di Alessandria, ben 69,31 km².
Il cielo sempre imbronciato, foschia tutto attorno, mentre passando per Moretti e Piancastagna mi avvicino al Bric Berton che scollina al confine tra Piemonte e Liguria.

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Scendo verso Sassello,
su una strada rovinata dal tempo e dove nessuno ci mette le mani da tempo, il cielo grigio e la poca luce rendono le buche visibili solo all’ultimo istante. Attraverso Sassello ignorando la fontana, acqua ne ho ancora e se il clima rimane fresco com’è ora, mi durerà a lungo. Questo tratto di strada della SS334 tra Sassello e il Colle del Giovo è uno dei miei preferiti, suggestivo selvaggio, immerso ne bosco, leggero alla pedalata. Per un lungo tratto si costeggia il rio del Giovo e il rumore dell’acqua che scorre fa compagnia e immerge nella natura, più avanti dove la salita si fa dolce, cataste di legno di castagno e faggio ai lati della strada, indicano che il colle del Giovo è terminato. Tra poco si scende verso il mare.

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Albissola Marina e svoltato a destra è Aurelia,
col suo traffico e gente che va in spiaggia. Savona è dietro l’angolo. Ora devo decidere cosa fare. Santuario e Naso di Gatto sono un buon obbiettivo per oggi ma voglio di più, oggi decido per il Colle del Melogno e tiro dritto verso Finale Ligure, verso questo gigante sul mare che come un grosso cane arrabbiato azzanna le gambe di chi lo vuole rincorrere in bicicletta.

Zinola, Vado Ligure, sono in riva al mare
ed è sempre una sensazione stupenda. Faccio sosta a Bergeggi, mangio qualcosa appoggiato al muretto sul mare ammirando l’isola, ed osservando la gente in spiaggia viene la voglia di scendere  al mare e lasciar perdere la bicicletta. Ma non posso e proseguo.
A Finale L.re sosto ancora un attimo, prima di assalire la inevitabile SP490, devo prepararmi psicologicamente a questi 17 km di salita al 6.5% medio che non da mai un attimo di respiro. Inizio la salita con calma, uno sguardo a Finalborgo sulla mia destra e proseguo su questo primo tratto duro fino a Gorra e non mi fermo alla fontana della chiesa, voglio chiudere la salita prima possibile. Ora inizia un tratto facile la pendenza scende sotto al 5% fino al bivio per Calice e Carbuta, altra salita indigesta che porta su alla Madonna della Neve e al pian dei Corsi per ricongiungersi, dopo il colle del Doppio Bivio con la strada che ora sto salendo.

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Salgo e ricomincia dura
e sarà così fimo in cima. Dal bivio di Magliolo, mi raggiunge una ragazza, faccio uno sforzo e cambio passo per restarle accanto, la velocità sale di poco ma è quel poco che fa salire anche il cuore. Saluto e iniziamo a parlare. È di Mondovì, del G.S. Passatore, ha una borsa al manubrio, penso che sia comodissima per viaggiare senza tenere troppa roba in tasca, ne prenderò una anch’io. Salendo, in un tratto meno duro del solito, chiedo se posso farle una foto e acconsente. Chiacchierando si sale e la fortificazione del valico del Melogno arriva inaspettata. Sostiamo un attimo, ancora due parole e poi chiedo se può fare una foto a me. Non sono un bello spettacolo, sfigurato dalla salita ma la foto ormai è fatta, immortalato col Melogno stampato sul viso. Ci salutiamo e proseguo il mio giro, ancora circa 120 km per arrivare, con la sicurezza di non avere più davanti salite dure.
Scendo nella faggeta, in alcuni tratti all’ombra sento dei brividi alla schiena, la fatica del Melogno ha anche questi risvolti. A Calizzano, la sosta al K2, bar gelateria è quasi sempre obbligatoria ma oggi ho premura, ho appena fatta scorta d’acqua alla fontana di Frassino e filo dritto verso Millesimo e Cairo Montenotte. Il vento leggero nella schiena, sto bene, pedalo bene.

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Un leggero colpo alla bocca,
quasi un pizzicotto, bruciore immediato. Una vespa ha infilato il pungiglione nel lato sinistro del mio labbro inferiore. Fa male, sento che si gonfia, mordo il labbro nella speranza di fare uscire il veleno, ma continua a gonfiare. Per fortuna è solo una vespa, ne sopporto meglio gli effetti della puntura, se fosse stata un’ape le cose si sarebbero messe peggio.

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Continuo la mia corsa discendendo
la valle del Bormida, Spigno, Montechiaro, Ponti, Bistagno, Terzo e finalmente Acqui Terme. Questo tratto di strada lo trovo particolarmente noioso, fortuna che il vento è a favore. Ancora una sosta a Strevi l’ultima per l’acqua, tra poco sarò a casa, di questo bel viaggio sul Melogno, resterà per qualche giorno la fatica, per sempre le fotografie e un bellissimo ricordo.
La foto della ragazza che mi ha accompagnato pazientemente negli ultimi km del Melogno, è rimasta dimenticata in un cassetto per quasi 10 anni, facendo qualche ricerca in internet e con un po’ di fortuna, finalmente sono riuscito a fargliela avere.

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