2013 06 30 4 giro del mare asd la familiare

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
 1:18':09" Colle del Melogno da Finale Ligure 1

 

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30/06/2013
• Distanza 275.66 km
• Tempo 10:31:38
• Dislivello 2442 metri


Riassunto
Questa mattina in prossimità di Cairo Montenotte, sul percorso del 4° Giro del Mare , quando l'amico Marco Vannini, mi chiese, quale tra i lunghi giri che ho percorso fosse quello più duro, ho risposto semplicemente che i giri più difficili e duri sono quelli che non ho portato a termine. Solo quelli perché ti segnano nel fisico e nello spirito, senza darti la soddisfazione di essere arrivato alla fine del percorso. Oggi il giro "Più duro" lo hanno provato due nostri amici, ai quali in questo momento va il mio pensiero, sono caduti davanti a me, e io, sono riuscito ad evitarli solo per un soffio, per un colpo di fortuna. Biciclette ridotte male, probabili punti di sutura e contusioni varie. Quando li abbiamo lasciati in compagnia di Beppe Trevisan, in attesa dell'ambulanza erano coscienti ed in piedi ma oggi per loro è stato sicuramente il giro più duro, quello che resterà nei ricordi più ancora di altri andati a buon fine.
Si parte da Bistagno
Il punto di ritrovo è alle sette e trenta al passaggio a livello di Bistagno, gli amici della familiare lo raggiungono in auto, io come al solito, preferisco la bicicletta. Il percorso studiato da Beppe Trevisan, prevede di coprire una distanza di circa 190 km, raggiungendo il mare per il colle di Cadibona, passaggio sull’Aurelia per raggiungere Finale Ligure ed attaccare la salita al Colle del doppio bivio. Nell’opuscolo che descrive il percorso è segnato come colle del Melogno, ma se si segue alla lettera il percorso, alla fortezza, non ci si arriva, dal Doppio bivio, dove è prevista la seconda sosta di rifornimento, si raggiunge il lago di Osilia e si rientra per la valle del Bormida.
La partenza
Sono puntuale all’appuntamento, vengono distribuiti i cartellini di aggregazione e si parte. Ci avviamo sulla Sp30, in fila indiana, come apri pista e moderatore della velocità, l’amico Frizziero, in sella ad uno scooter. In chiusura Beppe con l’auto di soccorso e trasporto viveri. Una trentina i partecipanti a questo quarto giro del mare ed il percorso a mio avviso, non è adatto a per tutte le gambe ma Beppe ha previsto il furgone scopa per chi non sarà in grado di concludere il giro. Ci avviciniamo al Cadibona con calma, talmente tanta calma che qualcuno tra i corridori più allenati lamenta una velocità troppo bassa. L’andatura si alza di poco e si prosegue, sulla SP30 passando per Dego e Rocchetta Cairo in modo da evitare le gallerie. Carcare, prima sosta di approvvigionamento, il furgone di Beppe è sempre rifornito benissimo, acqua e bibite fresche, panini di ogni tipo, crostate, frutta e l’immancabile bottiglia di vino per il finale.
Cadibona, il mare ed il Melogno
Si riparte, il Cadibona è li a pochi chilometri ed i più forti si lanciano in una piccola gara, gli altri salgono, ognuno del proprio passo. Discesa fino a raggiungere il solito caos di Savona e poi il mare,Zinola, vado Ligure, Bergeggi, Spotorno. A Capo Noli, ancora baruffa ciclistica tra i migliori, Varigotti ed a Finale Ligure ci raduniamo tutti assieme per dare la scalata al Melogno dalla via più classica. Ognuno del proprio passo, altrimenti si rischia di non arrivare a coprire i 15 chilometri di salita. La stradache da Fianale L.re sale al Colle del Melogno, non ha pendenze a due cifre ma è lunga e senza punti molli, dove le gambe possono rifiatare, sale con pendenze costanti tra il 7 ed l’8% dal’inizio alla fine. Salgo del mio passo, non sono certo il primo della fila ma salgo bene e quando arrivo al bivio, ignoro gli inviti di Beppe che ha già piazzato tutte le vettovaglie in bella mostra e salgo l’ultimo chilometro che porta alla fortezza del Melogno, scatto due foto e torno giù al punto di rifornimento. Uno alla volta arrivano tutti e si fermano al ristoro, nessuno vuole salire al passo.
Il Lago di Osiglia
Si riparte per l’ultimo tratto della Colla Baltera e si discende verso Osiglia e l’omonimo lago. Ancora sosta ad attendere i ritardatari, qualcuno si è già fatto caricare sul furgone, più per pigrizia che per stanchezza, quando ci siamo tutti si riprende il viaggio verso valle. Poco dopo il lago di Osiglia, incrociamo un pauroso incidente tra un’auto ed un camion, già presenti ambulanze e vigili del fuoco. Si prosegue per Millesimo a Cengio ancora una sosta di rifornimento e si riparte verso Saliceto, Monesiglio, la galleria di Gorzegno. Io con la macchina fotografica in mano, avanzo ed indietreggio nel gruppo, che non procede a grande velocità.
La caduta
Ho appena riposto la fotocamera e messe entrambe le meni sul manubrio, quando davanti a me cadono. Un compagno di viaggio, stanco e nel tentativo di scacciare un moscone o qualcosa di simile, colpisce il proprio manubrio con la mano, il risultato è una sbandata che va in collisione con il ciclista al suo fianco, la caduta è inevitabile. Io sono pochi centimetri dietro a loro, scarto di lato a con il pedale colpisco alla schiena uno dei due finiti a terra, sbando anch’io, sfioro il guardrail, rischio la caduta ma per fortuna riesco a rimanere in sella. Siamo subito fermi, si segnala le caduta alle auto che sopraggiungono, la cosa sembra subito grave, uno dei due perde sangue da una ferita all’addome, provocata probabilmente dalla leva del freno. Si chiama l’ambulanza, Beppe rimane ad attenderla, noi ci avviamo verso la fine del viaggio, discutendo su come sia pericoloso affrontare viaggi lunghi ed impegnativi come questo, quando non si ha l’allenamento necessario a sopportarli.
L’arrivo a Bistagno
Il discorso dura poco, al primo scatto parte l’inseguimento, non si riesce più a parlare, quasi non si respira. Quaranta, conquanta km/h, quando uno cede, ecco che ne riparte subito un altro. Andiamo avanti così, Torre Bormida, Cortemilia, Vesime, Cessole, Bubbio, Monastero. Qualcuno si stacca e rientrerà da solo, io rilancio l’ultimo attacco, prima di Bistagno. Mi guardano male, sono tutti sconvolti ma son arrivati alla fine, io devo ancora fare 40 km per arrivare a casa. Da solo la velocità scende, l’adrenalina ha finito il suo effetto, proseguo anch’io quasi sfinito per questi ultimi interminabili chilometri che mi separano da una doccia e dal riposo. SEMPREINSELLA!