2017 04 18 rappresaglia sul vento

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
 17':24" Camo da Santo Stefano Belbo 1
 27':23" La Morra da Cherasco 2
 23':02" Perno 3
 47':36" Bossolasco da Dogliani 4

 

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19/04/2017
• Distanza 265.54 km
• Tempo 11:19:44
• Dislivello 3151 metri

La partenza
Ore sette del mattino e si parte per la Langa ed il Roero, in questo giro che vuole ricalcare la Gran Fondo Brà-Brà che si correrà il prossimo 30 aprile. Sono abbastanza motivato, in questa bella giornata di Primavera con previsioni meteorologiche ottime , che indicano giornata fresca ma soleggiata, unica pecca, veto forte da Nord nel pomeriggio, con velocità approssimativa di 40 km/h. Tanto di solito si sbagliano e parto deciso verso Nord Ovest, destinazione, Castellazzo Bormida. La mia corsa dura poco, appena fuori da Casal Cermelli mi accorgo di non avere con me il borsino dei ferri e allora si torna a casa per rimediare. Garmin azzera il giro e devo caricarlo nuovamente.
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Si riparte
Sette e trenta circa, 6 °C, la temperatura esterna, riparto per la stessa strada, nei pressi di Ovilgio, oltre alla strada tutta rovinata, trovo anche un traffico stradale impressionante, seguo la SP240 (Alessandria-Nizza), piegando a Sud Ovest, fino a Nizza Monferrato, poi attraversata la città, proseguo verso Ovest, un leggero vento contrario mi accompagna senza disturbare, su questa larga strada battuta anche da mezzi pesanti. Non seguo la solita via per raggiungere Santo Stefano Belbo, allungo di poco il giro, proseguendo per Salere e piegando poi verso Sud, raggiungendo la mia destinazione primaria.
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Sul percorso
È a Santo Stefano B.bo che salgo sul percorso della Brà-Brà, per affrontare la salita di Camo, 3.09 km, 265 metri il dislivello, 8.58 la pendenza media. Una salita corta ma catalogata come Media difficoltà. Salgo tranquillo, la strada è lunga  e non voglio strafare. Il sole tiepido del mattino, alza la temperatura a 18 gradi ma io mantengo addosso la mia calda maglia a maniche lunghe, conosco bene questa parte di percorso e so che per i prossimi 80 chilometri è tutto un su e giù e l’aria, in discesa sarà fredda fino a Cherasco, quindi a spogliarmi non ci penso proprio.
Mango, Borgonovo, Tre Stelle, Castagnitto, Castellinaldo e la Madonna dei Cavalli. Corte salite alternano brevi discese. Canale d’Alba, il lungo falsopiano, poi la corta salita a San Grato, seguita da quella per Monteu Roero, ancora falsopiano. A Baldissero si scende verso Pollenzo al Catello, già residenza Sabauda, da dove prederà il via la corsa.


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Il Castello di Pollenzo
È stato riconosciuto come patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997 ed a vederlo toglie il respiro. Sosto, appoggiando la bici alla grande fontana di pietra al centro del grande spiazzo di acciottolato e lastre, il castello di fronte a me, risalta con i suoi mattoni rossi, sul grande prato che lo circonda. Sul fianco la grande torre ed in fondo la chiesa di San Grato, anch’esse di mattone a vista. Vorrei fermarmi e fare una visita un po’ più profonda ma non c’è mai tempo, in questi lunghi giri di sostare a lungo in un luogo.
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Da qui parte la Gara
E allora via per i primi chilometri di strada sull’inizio della corsa. A dire il vero io di chilometri ne ho già fatti 123 e per tornare a casa secondo la strada programmata ne mancano altri 148, quindi culo in sella e pedalare verso quella che sarà la prima asperità per chi la corsa la fa davvero, la salita alla Morra. Le due volte precedenti che l’ho affrontata, ho sofferto parecchio il caldo ma oggi si sta bene, mi spoglio del giubbino leggero restando in maniche corte, un bel sole scalda la pelle e pare che non ci sia vento a disprezzo delle previsioni. Salgo bene la Morra, questa volta e arrivo in cima senza accorgermene, all’incrocio dove la corsa piegherà a destra, io proseguo dritto salendo il pavé che conduce al belvedere. Sosto ancora qualche minuto con la bellissima veduta delle Langhe. Nonostante sia un giorno feriale, c’è tanta gente nel piazzale, soprattutto stranieri.
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Il cielo si rabbuia
Nuvole in cielo, dapprima bianche come il latte, a chiazze, in formazione sparsa, si leva un vento leggero da Nord che rafforza col passar dei minuti, mi butto nella lunga discesa che porta verso Barolo, Garbelletto ed Uccellaccio. Ora punto a Sud, il vento si rafforza e mi spinge potente in questi unici chilometri dove è a mio favore. Salgo la bella strada che porta a Moforte d’Alba, il sole se ne sta andando, discendo verso Dogliani e piegando in direzione Ovest, inizio a salire la strada per Bossolasco. Sono in Alta Langa, 720 metri circa l’altitudine, il cielo è sempre più cupo, grosse gocce d’acqua portate da vento colpiscono la pelle facendo quasi male. La Temperatura, che alla Morra era di 30°C, si è abbassata a 13°C e continua a scendere. L’orizzonte che poco prima si delineava nettamente nell’unione tra cielo e Langa, ora è scomparso dietro una coltre grigia, in questo momento il cielo fa paura così come il vento.
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Verso Nord
Bossolaschetto, da qualche chilometri ho rivolto la bici verso Nord, il vento è furioso e anche se la strada gradatamente scende, alternata a leggeri strappi in salita, fatico ad avanzare con una velocità decente. Serravalle Langhe, Pedaggera, Tre Cuni, Benevello. Al bivio di Manera, sbaglio strada scendendo verso Alba, Garmin mi avvisa e riprendo sulla strada giusta. La discesa verso Cossano Belbo la faccio a freni tirati, il vento sposta la bici e l’assetto in curva è sempre compromesso da qualche folata improvvisa. Finalmente sono in fondo, compio un altro errore di percorso, subito rimediato. Sono frastornato dal vento, ogni tanto urlo a gola piena, devo staccare dall’angoscia che mi procura questa bufera. Polvere negli occhi, rami spezzati sulla strada, foglie e detriti di ogni genere, speravo che sul piano il fenomeno si calmasse ma invece si è amplificato. Procedo verso Canelli in direzione Nord-Est, il vento sulla spalla sinistra a 45°, la strada scende ancora di qualche grado ma fatico ad avanzare comunque.
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Folate paurose
È un vento insolito, insano, incostante, soffia di continuo senza mai smettere ma a tratti , dopo un secondo di tregua, raddoppia, triplica, la sua forza, improvvisamente, spiazzandomi. A Canelli, il percorso prevede,  dopo aver scalato Cassinasco il passaggio per Bubbio e poi il rientro da Acqui Terme, in questo modo raggiungerei a corsa finita i 271 km. In questo modo, svoltando per qualche km a Sud avrei un po’ di tregua da questo maledetto vento ma arrivato ad Acqui, la direzione sarà nuovamente Nord ancora col vento in faccia.
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Cambio percorso
Tiro dritto, a Canelli, non svolto, proseguo sulla via vecchia per Nizza, a ridosso delle colline avrò un po’ di rifugio penso ma non è proprio così. A tratti se voglio rimanere in sella devo alzarmi sui pedali. Ecco Nizza, in città un po’ di sollievo ma appena fuori è ancora dramma. Urlo ancora per farmi coraggio, ho il vento dritto di prua, lo taglio di prepotenza con un rapporto duro. Non respiro col naso, le folate, creando una sorta di effetto Venturi, portano via l’aria dalle narici, ho la bocca coperta dal paracollo e filtro l’aria gelida attraverso di esso. Proseguo tra un urlo e l’altro, tra un cambio di assetto e posizione in sella, proseguo, una pedalata dietro all’atra sperando che improvvisamente tutto ciò finisca. Bazzana, Bruno, lo strappo di Carentino, più avanti, con la svolta a destra, avrò il vento di lato.
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Un finale a tutta
2300 metri, sono la distanza che si pone tra il bivio di Oviglio e la prima rotatoria, sono anche i metri di strada dove il vento è sul mio fianco sinistro. Pensavo che non averlo più di fronte, il vento mi avrebbe aiutato, alleviando la fatica di spingerci contro. Non è così, ora il vento è in spazio libero, niente lo imbriglia, è inarrestabile ed io procedendo di lato, offro una resistenza ancora maggiore. Proseguo seduto, con la bici piegata di qualche grado verso la direzione del vento, per mantenere un assetto decente senza cadere rovinosamente a terra. 2300 metri, terribili, terrificanti, urlo ancora e proseguo per il bivio di Castellazzo, li devo svoltare a destra in direzione Sud Est e ilo vento in spalla sinistra leggermente arretrato rispetto ad essa dovrebbe darmi un piccolo aiuto. Ma no, non mi va, mi ha fatto tribolare fino ad ora, non svolto a destra, voglio averla vinta io, devo farmelo amico questo maledetto che da una settantina di chilometri mi massacra. Voglio vincere io, voglio soggiogarlo, renderlo schiavo, voglio che mi porta a casa, lui, che fino ad ora è solo stato in ostacolo. Al Bivio tiro dritto, sempre verso Nord, il paese, le case di Cantalupo e Cabanette faranno da scudo. Proseguo con poco sollievo, alle porte di Alessandria, imbrigliato tra i palazzi di corso Marx, il vento acquista una potenza inaudita, cassonetti rovesciati, spazzatura ovunque, ancora pochi metri, ancora una sforzo, poi svolto a destra in via Casal Cermelli e poi ancora a destra in strada Casal Cermelli. Ora a tutta, dopo il passaggio a livello a tutta, a tutta. Volo nonostante la stanchezza delle gambe, provo a spingere il 53x12 ma sono alla frutta e devo alleggerire sul 14 altrimenti non riesco a girare le gambe. Sono a casa, finalmente è finita, dopo tanto tribolare la soddisfazione di aver soggiogato il vento è tanta.
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Ora che sono a casa
Vedo da Strava che ho compiuto i 6.3 km in 9’:52”, alla media di 38.6 km/h, nono posto assoluto sul segmento ma ero stanco, ormai senza gambe, senza grinta, senza più nulla se non la voglia di una doccia calda. Il giro penso di rifarlo, di come è andata oggi non sono soddisfatto e l’occasione di vedere l’Alta Langa col bel tempo non me la lascio scappare. SEMPREINSELLA!

A parte qualche bizza al momento di partire, Garmin si è comportato bene, guidandomi su tutto il bellissimo percorso della GF Brà-Brà. L'inconveniente di aver dimenticato a casa il borsino dei ferri ha fatto si che una linea retta di circa un km compaia nel tracciato GPS. La media, avrebbe potuto arrivare a 26 km/h se non ci fosse stato il vento da Nord, che puntuale come da previsioni meteo si è fatto vivo poco dopo le 12, dopo la scalata alla Morra e proprio al giro di boa. Risultato, 100 km controvento o quasi, che fino a che sono rimasto in Langa dava fastidio si e no ma arrivato al piano, è stato un vero incubo con velocità inferiori ai 20km/h. Per rifarmi ed avere una rivalsa sul fastidiosissimo, invadente, cocciuto vento da Nord, ho allungato, controvento fino ad Alessandria solo per mettermelo alle spalle e fare gli ultimi 9 chilometri al massimo della velocità consentita dalle mia gambe stanche di tutti i km precedenti.
La langa ed il Roero sono veramente interessanti ma con condizioni meteo come quelle di oggi, dove la temperatura percepita in discesa era molto vicina allo ZERO termico, non entusiasmano per niente. Spero di non essermi preso un malanno. SEMPREISELLA e CONTROVENTO!

Alta Langa Cuneese e Roero sono stati fantastici fino alla Morra, fino a che il sole ha illuminato i paesaggi che sono Patrimonio dell'Umanità, poi dopo il brusco cambiamento del tempo, il vento da Nord, in costante crescendo fino a dare l'esasperazione in pianura, il cielo nuvoloso, la temperatura attorno ai 10 gradi °C che la velocità del vento ha contribuito ad abbassarne ancora di più la percezione, Hanno trasformato un giro che poteva, anzi doveva essere fantastico ed affascinante, in un tormento vero e proprio, con velocità in pianura al di sotto dei venti km all’ora. Peccato, potevo divertirni, oggi e per metà del giro l’ho fatto, per il ritorno solo sofferenza.