Anno 2021

299
Ore
6959
Distanza
61
Attività
68930
Dislivello

2009 09 05 oropa 2009 la prima volta

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
  Ottiglio da SP42 1
  Oropa da Biella strada grande 2
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Giri collegati
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Oropa 2011: Tre santuari in bicicletta
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Oropa 2014: Tutti gli anni vado ad Oropa.........
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Oropa 2009: La prima volta
5/09/2009
• Distanza 268.9 km
• Tempo 10:28:03
• Dislivello 1945 metri

Scrivo questo racconto a distanza di anni sulla base dei dati registrati allora sul Polar 710SI e sui lontani ricordi di quel giorno.


Ero a Piovera per lavoro, stavo controllando le tubature dell’acquedotto comunale con il geofono, passando in via Italia, mi aveva incuriosito la brochure di un pellegrinaggio ad Oropa programmato per il 9 di settembre. Tornato a casa ho iniziato a programmare il giro in bicicletta da Casal Cermelli ad Oropa e ritorno.
Un viaggio simile lo avevano fatto già i ragazzi della Familiare di Alessandria ma partendo dal capoluogo e passando per Vercelli, io ho voluto seguire un percorso un po’ meno piatto inserendo alcune colline del basso Monferrato. Giro steso e programmato per il giorno 9, quello del pellegrinaggio della Diocesi di Alessndria.
Salgo in bici alle 6:36, è ancora buio, vado verso Castellazzo B.da, ho solo la luce posteriore, spero che il sole sorga presto. A Castellazzo, ricordo di aver incrociato un’auto dei Carabinieri e per un attimo ho temuto che mi fermassero per l’assenza delle luci. Proseguo verso Cantalupo, il sole all’alba, comincia a schiarire la strada e procedo con meno preoccupazione, ad Oviglio è chiaro, a Felizzano, la strada sale appena verso quel di Fubine, qualche corto strappo, Fugazza, e Vignale poi si scende verso il bivio di Olivola e dopo la corta salita di Ottiglio si discende nella pianura che contorna il Po.
Viaggio con lo zaino in spalla, lo stesso che uso per andare al lavoro, può contenere molte cose ma scomodo, soprattutto in salita, e scalda la schiena. Il sole è già alto Mi spoglio del giubbino e dei manicotti, metto tutto nello zaino, dove ho anche i viveri di conforto.
Ora è pianura, risaie, corvi e rettilinei infiniti, ho con me le annotazione dei paesi che devo toccare sul percorso e ogni tando do un’occhiata per restare sulla strada giusta. Nei pressi di Pontestura, attraverso il Po, sfioro Trino, supero Tricerro e Ronsecco ed a Bianzè, svolto a destra verso Trozzano e poi Santhià come da programma.
La pianura è finita, la strada sale appena ma almeno il paesaggio sta cambiando, corvi e risaie sono spariti, a Salussola, si comincia a vedere un po’ di macchia boschiva ai lati della strada e davanti a me si possono vedere le montagne. Magnonevolo, Vergnasco, Sandigliano, Gaglianico e sono a Biella. Mi destreggio malamente tra le vie della città della lana, non trovo la strada ma un ciclista che incontro mi da un passaggio  fino a portarmi sulla giusta strada.


Una breve sosta alla fontana di via Ramella e poi via per la strada vecchia di Oropa, tanta gente per strada che sale a piedi, quasi una processione, salgo tranquillo senza forzare, non conosco la salita e la prendo con calma. Raggiungo una ciclista, ha qualche anno più di me, si chiacchiera, questa strada la fa un paio di volte a settimana, saliamo assieme. Dopo qualche chilometro chiedo quanto manca a Favaro, mi risponde che lo abbiamo già superato, lei fa sempre la circonvallazione, Favaro lo evita per via del pavé e della salita troppo dura per lei. Peccato perché ci tenevo a salire da Favaro, teatro della Cronoscalata  al Giro d’Itale del 2007, vinta da Marzio Bruseghin  in 28'55". Si chiacchiera salendo, ma la signora fa fatica, mi dice di proseguire da solo, lei se ne torna a Biella. Ci salutiamo e vado su spingendo un po’ di più e finalmente eccola la vetta del Sacro Monte di Oropa, svolto a destra del piazzale e lo oltrepasso, bici alla mano mi addentro oltre il cancello del primo cortile, persone ovunque. Mi infilo tra la folla e un gruppo di persone attira la mia attenzione, sono si Casal Cermelli, mi avvicino, saluto, sono tutti meravigliati che io, sia riuscito ad arrivare ad Oropa in bicicletta, rispondo loro che non è stato una grossa fatica e che la vedo molto più dura tornare a casa. Prendo qualcosa da mangiare al bar, e proseguo nel mio giro turistico attraversando il cortile, poi bici in spalla salgo le scale che conducono al secondo cortile. Ecco a destra la basilica vecchia, al centro le fontana con le tazze, laggiù in fondo la nuova basilica. Riempio le borracce e una bottiglietta con l’acqua della fontana. Visito la Basilica e la Madonna Nera, accendo un paio di candele  per i miei cari.
È ora di tornare a casa, lo faccio più o meno per la stessa strada dell’andata ma scendendo voglio passare per Favaro che non ho potuto vedere mentre salivo, ritorno a Biella e ne esco abbastanza facilmente ma per una strada diversa da quella dell’andata. Ora è leggera discesa, ricalco il percorso già fatto ma a Salussola, devio a destra per  Cavaglià, Alice Castello, Borgo d’Ale, puntando ancora verso Bianzè già fatto all’andata. Mancano circa 80 km alla conclusione del giro e li faccio percorrendo la strada dell’andata. La salita corta e dura di Cereseto, si fa sentire ma poi la strada torna facile. Arrivo a casa con largo anticipo sul programma, è tardo pomeriggio, ho pedalato per quasi 10 ore e mezza, non sono stanco, la prossima volta penso che allungherò la strada.

 

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