Anno 2021

132
Ore
3123
Distanza
31
Attività
28575
Dislivello

immagine altimetrica

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
0:29':38" San Donato da Cossano 1
0:19':56" Dogliani - Monforte 2
0:25':21" La Morra da Garbelletto 3
0:10':58" San Giuseppe - Sommariva Perno 4
0:08':47" Madonna dei Cavalli 5
0:05':34" Castagnito 6
0:20':39" Tre Stelle via Barbaresco 7
0:25':53" Mango da Borgonovo 8
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26/04/2018

  • Distanza 266.06 km
  • Tempo 11:50:51
  • Dislivello 3239 metri

"Nessuno è perfetto. Soprattutto Garmin 1000"

E se gli si danno delle tracce sovrapposte e percorsi superiori ai 200 km, da il meglio di se. Circa 1ora a Dogliani per recuperare il giro della Bra. Vento tutto il giorno e chissà per quale motivo quasi sempre contrario.

Ma partiamo dall’inizio
di questi 266 km abbastanza sofferti. La Brà Brà è stata corsa ieri, partendo da Pollenzo, il giro che ha calcato le bellissime terre del cuneese, si è svolto in senso antiorario. Sono diversi anni che lo faccio, di solito il giorno prima, seguendo le frecce del percorso. Quest’anno, ho voluto provare a farlo in senso orario e con l’aiuto del GPS, percorrerlo nella giornata successiva alla gara.
La partenza è decisa come da casa, con l’incrocio del percorso a Santo Stefano Belbo, giro di boa del tracciato lungo.

Vento di Mare
La notte è stata caratterizzata da un fortissimo vento da Sud, che in mattinata si è calmato un poco ma sempre difficile da affrontare in bicicletta. Parto per la via più breve per raggiungere il percorso e dirigo ad Ovest col vento di lato, per poi puntare su Nizza Monferrato e Canelli, prendendolo quasi dritto in faccia.
La mia speranza è che arrivato in collina, il vento si calmi e mi lasci fare tranquillo la mia corsa.
Santo Stefano, lascio la salita a Camo sulla destra per dirigermi in senso contrario al percorso di gara.

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Alpi innevate
La prima salita è San Donato di Mango da Cossano Belbo. La giornata è veramente bellissima, cielo di un azzurro intenso, visibilità illimitata, temperatura gradevole, lo sfondo delle Alpi innevate da un tocco particolare alla corsa, se non fosse per il vento che negli spazi aperti, sposta la bici di lato, sarebbe la giornata perfetta. Superato San Donato, si inizia il tratto in Alta Langa, circa 25 km con tanti strappi e falsipiani, che porteranno la mia bici a più di settecento metri di altitudine.

La Big Bench di Dogliani
A Bossolasco, inizia la lunga discesa per Dogliani, ed iniziano i primi guai della giornata. Ho volutamente inserito nel tracciato, la visita alla Big Bench di Dogliani e questo prevede un sormonto della traccia caricata. In pratica la strada che faccio per raggiungere la panchina, verrà rifatta a ritroso per riprendere il percorso della corsa. Questo, Garmin non lo assimila bene e provoca degli errori di traccia con conseguente messaggio “Fuori pista”. Ho girovagato circa un ora per Dogliani, salendo più volte alla grande panchina, prima di sbrogliare la matassa e ritrovare il percorso esatto e su un giro lungo come questo e col passo da lumacone che mi ritrovo in salite ed vento contrario, perdere un ora, significa a volte arrivare a casa che è già buio.

 

Vento anche in direzione Nord
Riprendo in salita verso Monforte d’Alba, scendendo verso Perno e Uccellaccio, sto andando verso Nord ma il vento zonale, in questo tratto è ancora contrario. Ora è la volta della salita tra Barolo e La Morra, bellissima, panoramica e anche abbastanza impegnativa visti i chilometri che ho già accumulato.
Su a La Morra, sono in corso lavori di ristrutturazione della terrazza panoramica. So che anche qui c’è una grande panchina ma per i lavori deve essere stata rimossa, Tutto il piazzale è celato dai teloni di cantiere e per i turisti che vogliono fare una foto della valle sottostante, è stato riservato un angolino di un paio di metri. C’è ressa e non provo nemmeno ad avvicinarmi e guadagno la strada, tutta in discesa verso Cherasco per poi proseguire sul noiosissimo tratto di strada provinciale, fino a raggiungere Pollenzo. Attraverso il paese senza fermarmi, una sosta al castello mi porterebbe ancora via del tempo prezioso ed oggi ne ho già perduto fin troppo a Dogliani.


3000 D+
Ora, si susseguono, corte salite, Valentino, San Giuseppe, Cunoni, Sommariva Perno, Baldissero, San Grato, Castellinaldo, Madonna dei Cavalli, Castagnito, Barbaresco e Tre Stelle. Sono vicinissimo al capolinea della corsa ma prima c’è ancora la salita a Mango. Qui, visto che mancano pochi metri ad superare i 3000 D+ della giornata, invece di proseguire sul percorso e scendere direttamente da Mango alla SP592, proseguo verso Valdivilla, allungando di poco la strada ed arrivando comunque a Santo Stefano. I su e giù, per altro contro un vento fortissimo, permettono al mio altimetro di accumulare ancora metri di dislivello.
Santo Stefano, il percorso è concluso, ora non mi rimane che tornarmene a casa, 44 chilometri di pianura, in direzione di Nord Est, con il vento, fortissimo che mi arriva da destra, leggermente arretrato. Diciamo che non mi spinge proprio a tutta ma mi da una mano. A tratti, per il gioco dei vortici, il vento cambia improvvisamente direzione, lanciando folate di contraccolpo che fanno quasi spostare la bicicletta.

Adrenalina, unico sostegno
Proseguo così, quasi sfinito psicologicamente, le gambe girano ancora in modo discreto, l’unica energia che mi è rimasta è quella fornita dall’adrenalina che, sempre in un finale di corsa è presente. Canelli, Nizza Monferrato. Così, tanto per ingannare il tempo e non pensare al vento, imposto sul Garmin la strada per casa. Io so che la più corta è quella che sto facendo ora ma Garmin vuole farmi passare da Castelboglione, Gamalero eccetera. Proseguo per la mia strada, provocando l’ira di Garmin 1000 che continua a minacciare svolte incongrue che accetterei solamente all’inizio di un giro e non alla fine di un lungo. Arrivo a casa, dopo aver combattuto gli ultimi chilometri di vento, quasi in faccia, tra Cantalupo e Casal Cermelli.


Nessuna doccia,
è in grado di cancellare la fatica di 260 chilometri con un clima ventoso come quello di oggi ma comunque qualcosa, riesce ad eliminare. Non il male alle ginocchia, per quello ci vuole un bel panetto di ghiaccio ed un po’ di sofferenza nell’accettarlo.
Si dice che i chilometri fatto col vento contrario, valgano il doppio. Oggi, non so con precisione, quanti siano stati quelli col vento avverso ma mi sento come se di chilometri ne avessi fatti almeno 350. SEMPREINSELLA!

 

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