Anno 2020

256
Ore
6012
Km.
54
Attività
53959
D+

 2015 10 24 cappelletta da masone valico turchino nord

24/10/2015
• Distanza 99.78 km
• Tempo 04:01:52
• Dislivello 792 metri
Venti giorni fermo

Venti giorni senza pedalare nemmeno sui rulli (non mi piace) e voglia di chilometri ma solo nella testa perché per le gambe, dopo quasi tre settimane di stop, i chilometri diventano duri, soprattutto in salita, anche se la salita è corta come quella di oggi. La Cappelletta di Masone, la conoscono tutti, qui da noi, tanto che viene soprannominata “Il Brevetto”, per questo semplice motivo: Il ciclista che riesce a percorrere tutto il durissimo chilometro finale, (che contraddistingue questa corta ma impegnativa salita) senza appoggiare un piede a terra, è un ottimo ciclista. Io l’ho percorsa già diverse volte e senza mai mettere giù il piede. Anche perché viste le pendenze, poi risalire in bicicletta sarebbe un dramma.

Gambe vuote
Questa mattina, come già ho anticipato ne avevo più nella testa che nelle gambe, l’idea era quella di salire da Ovada verso il passo del Turchino e percorrere la Cappelletta e fin qui è andata bene, poi avrei dovuto svoltare a destra, percorrere circa un chilometro della strada che conduce al Faiallo e poi svoltare a sinistra, per la ripidissima Cannellona raggiungendo Voltri, risalire le Giutte fino al Valico del Turchino e dopo la discesa verso Masone svoltare a destra per prato Rondanino, una salita cieca ma ben, ben dura. Non è andata così, la Cappelletta ha lasciato il segno e mi sono accontentato di risalire al Valico del Turchino, dal versante Nord, ritornando sui miei passi appena scollinato, dirigendomi verso casa con un fortissimo vento contrario che fortunatamente è svanito scendendo di quota.

La salita alla Cappelletta
Si imbocca a Masone dalla ex SS456 del Turchino, svoltando in via Pallavicini. Superato il ponte sul torrente Stura, si passa accanto alla chiesa di Cristo Re ed al bivio per la Postazione panoramica, si tiene la sinistra per Cappelletta. Questi primi 230 metri sono al 9% medio. Appena svoltato a sinistra la pendenza spiana per qualche metro e poi riprende con un 11%, altro intervallo dolce e ancora un tratto abbastanza impegnativo che ci avvicina agli 800 metri, altro spiano e qui, ai 900 metri inizia il “Brevetto”, 1100 metri al 14.54% medio con punte del 18% e forse anche superiori (il mio altimetro non è perfetto). La strada è tutta asfaltata, il primo tratto praticamente nuovo, il secondo un po’ ruvido aiuta l’arrampicata dando più presa alle ruote. Oggi per fortuna l’asfalto era perfettamente asciutto ma mi era capitato, qualche anno fa, di percorrerla con il fondo umido, molte foglie e terra e in sella alla Carrera che montava un 39x23. In piedi slittava la ruota posteriore, seduto non riuscivo a pedalare. Ricordo di averla fatta a zig-zag salendo in piedi ma sbilanciando il peso in dietro in modo da far presa sull’asfalto. Un incubo ma sono salito ugualmente fino in cima. Oggi, devo dire che non ho fatto fatica, era solo la prima salita ma le gambe l’hanno sentita in tutta la sua durezza appena è terminata, facendomi decidere di rientrare con un giretto di appena 99 chilometri.

 

 

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