Anno 2020

359
Ore
8470
Km.
73
Attività
81652
D+

 2015 12 26 immerso nella nebbia

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita
 27':36"  Alice Belcolle da Cassine


26/12/2015
• Distanza 67.50 km
• Tempo 02:40:21
• Dislivello 481 metri

44 giorni fermo
Quello che crei con fatica e sacrificio in un anno di attività, si distrugge in un mese di inattività. L’ultimo giro è stato quello di Prato Rondanino da Masone., (La salita mancante ) fatto l’11 di novembre scorso, in una giornata discreta con poco sole ma abbastanza buona, l’inconveniente è stato il temporale della notte precedente, che in pianura ha portato acqua mentre in altura ha scaricato neve. Non molta ma a sufficienza per rendere difficile una salita già poco facile di per sé. Quarantaquattro giorni senza pedalare e un giretto di quasi settanta chilometri, sembra un supergiro estivo da trecento. Ma la bicicletta è cosi, ti esalta e ti distrugge in poco tempo e tu non puoi fare nulla se non allenarti con costanza, proprio quello che io non riesco a fare.
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Vado o non vado?
Mi piace andare in bici ma solo a certe condizioni: sole, non troppo caldo, lunghi giri e salite ma con un clima come quello di quest’anno, che ha piazzato dopo un’estate torrida, un inverno a temperature autunnali e nebbia a manetta, non offre la possibilità di fare salita e nemmeno lunghi giri, in oltre il clima è ostile, con la nebbia che nella mia zona permane per settimane intere, abbassando ulteriormente la temperatura. Quindi oggi, giro corto, ma di un corto che quest’estate a fine turno di lavoro, ne facevo di più lunghi.
Vado, non vado, fuori c’è nebbia e non accenna ad alzarsi, poi qualcuno mi dice che in Alessandria c’è il sole e allora decido di andare, qui non si vede un tubo ma vado, se in città c’è il sole, lo troverò anche da qualche altra parte.E’ mezzogiorno e 47, vado.

Una sola salita
Vado sul percorso del Giro Provincia terzo raid, studiato lo scorso anno, ne farò una piccolissima parte ma mi piace l’idea di rifare di giorno la strada che nei tre tentativi dello scorso anno, ho percorso di notte. E via verso Castellazzo Bormida, dove spunta un raggio di sole a darmi coraggio ma appena uscito dal paese, è nuovamente nebbia e più fitta di prima, svolto in tangenziale, il tempo necessario per raggiungere Borgoratto, nebbia fitta anche qui. Gamalero, dopo lo strappo che porta al paese, il sole si intravvede appena la, in alto, pallido, evanescente. Proseguo, e scendo verso Sezzadio per poi risalire sulla tangenziale fino a Cassine. Sempre nebbia ma arrivato al bivio per Ricaldone, e percorse poche centinaia di metri, eccolo, il sole, finalmente, percorro i pochi chilometri in falsopiano che preludono alla salita. Ripenso a come era diversa percorsa di notte, con la sola luce della luna e del faro a led montato sul manubrio. Gli alberi come fantasmi, i vigneti, allora carichi di frutti e di foglie ora sono spogli e scheletrici, i colori in tristi sfumature di marrone mentre allora, di notte erano suggestive ombre in bianco e nero.
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Passaggio a livello
Supero Ricaldone e poi Alice Belcolle ed è discesa verso Acqui Terme. Attraverso la città e mi dirigo verso Strevi per la strada provinciale, evito la superstrada, non c’è nebbia ma la foschia sta aumentando. Attraverso Strevi e dopo la svolta per Rivalta Bormida, il passaggio a livello chiuso, arresta la mia lenta corsa. Cinque minuti che sembrano l’eternità, durante i quali, più volte penso di attraversare ugualmente fregandomene del treno e delle ferrovie ma attendo, paziente. Mi sto’ raffreddando, penso al disagio di quando potrò ripartire. Sono all’ombra, ci sono solamente 8 gradi mi sto’ proprio raffreddando. Improvvisamente la sbarra si alza ma il treno? Non è passato il treno, se solo lo vessi immaginato non m i sarei neppure fermato ma scavalcata la sbarra avrei guadagnato strada immediatamente.
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Un treno di biciclette
Via, Via, verso casa, velocità di crociera, 24-25 km/h. Ho male al ginocchio destro, sempre il solito rompicoglioni, e l’anca sinistra non è da meno, le gambe sono legnose, eppure di salita ne ho fatta proprio poca, oggi. Avanzo, Sezzadio, supero il cavalcavia dell’autostrada e subito dopo ecco quello della ferrovia. Svolto a sinistra per passare sulle sette vie e poi Fontanasse, voglio tenermi lontano dal traffico. ecco Portanova ed ecco anche un bel treno di amici ciclisti, tra loro Giuliano e Marco, il quale vedendo che sono quasi in panne mi urla:- “Duma, Lorenzo, duma”. Rilancio, da 25 passo a 35 km/h, a ruota è tutt’altra cosa. dopo qualche metro, rilancio ancora superando qualche corridore. Qualcuno urla “ora ci siamo”, pensando ad un mio attacco ma voglio solo avvicinarmi a Giuliano e scambiare due parole, faccio altrettanto con Marco, non li vedevo da tanto e mi ha fatto veramente piacere. Si continua cosi, avanzando a trentacinque km orari fino a Casal Cermelli. Vorrei allungare e accompagnarli almeno fino al ponte sul Bormida ma saluto e svolto a destra, casa mia è a meno di 200 metri e il suo richiamo è irresistibile.

 

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