2016 07 09 la quattordicesima ora

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
 1:41ì:25"  Colletta delle Salse da Ponte di Nava 1
 0:43':01"  Colle dei Giovetti da Bagnasco 2

09/07/2016
• Distanza 339.39 km
• Tempo 14:05:59
• Dislivello 3552 metri
Il colle delle Salse
o Colletta delle Salse, 1627 metri di altitudine, ci sono stato diverse volte ma solamente due partendo da casa. La prima volta, nel 2013 fui costretto ad interrompere il giro ad una ventina di chilometri dall’arrivo, perché sopraggiunto il buio, non ero attrezzato per affrontarlo in sicurezza e chiesi un recupero in macchina dopo aver percorso 323 chilometri in 13 ore e 17 minuti in movimento. Questa volta mi sono attrezzato con le luci ma mi sono servite solamente per la partenza prima dell’alba, per il rientro era ancora abbastanza chiaro, in oltre questa volta ho avuto il supporto del Garmin per la traccia, anche se ad un certo punto è andato in palla ed ho proseguito a vista.
Qualcuno dice che ho un po’ di “balengaggine” per fare tutti questi chilometri, forse si, forse sono un po’ balengo o matto che rende meglio l’idea ma in realtà si tratta solo di passione per la bici e per le lunghe distanze e poi non vado mica sempre cosi lontano, capiterà si e no una volta all’anno e solo quando decido di andare verso Garessio ed Ormea ma veniamo al giro.
Premetto che le ore sono quelle effettivamente passate in movimento, chiaramente ho dovuto fare delle pause più o meno lunghe, su una distanza come questa ogni tanto ci si deve fermare anche solo per fare pipi.
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Prima ora Casal Cermelli-Nizza Monferrato 0-29 Km.
04:58 si parte, è ancora buio, l’aria è fresca mi sono alzato alle quattro, la borsa già preparata la sera prima con le solite cose. Colazione abbondante con pasta alla carbonara, avanzo del giorno precedente e il solito tazzone d’orzo solubile. Vestito leggero ma con appresso lo smanicato e l’antivento, non si sa mai ad Ormea ho preso pioggia più di una volta. Si pedala bene al buio, non c’è traffico a quest’ora devo solo fare attenzione ai buchi sulla strada camuffati nel’oscurità. Direzione Castellazzo Bormida, un pezzetto di superstrada per evitare i crateri della Micarella e proseguo sulla SP240 (Alessandria - Nizza), Carentino, Bruno, sono in provincia di Asti e la prima leggera asperità del giorno, lo strappo di Bazzana e poi Nizza Monferrato.
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Seconda ora Nizza Monferrato -Rocchetta Belbo 53 km.
È l’alba, il buio è svanito definitivamente, il sole ancora basso alle mie spalle, l’aria fresca della notte che si allontana, aiuta la mia pedalata verso la Valle del Tanaro. Finalmente ho imparato la strada vecchia per Canelli, tranquilla con un fondo perfetto meno lunga e meno noiosa della provinciale e soprattutto meno pericolosa. Santo Stefano Belbo ancora addormentata, con i semafori lampeggianti, poco traffico e qui, comincia il falsopiano.
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Terza ora Rocchetta Belbo –Niella Belbo 29-72 Km.
Rocchetta Belbo, dirigo a Sud Ovest, sempre un leggero vento contrario e spero che aumenti nel pomeriggio mi aiuterà a tornare verso casa senza troppa fatica, poco più avanti dopo il bivio per Castino, inizia l’ascesa verso l’Alta Langa Cuneese, la salita è leggera e attraversa Bosia, Cravanzana, Feisoglio. Spettacolo della natura, si sale gradatamente tra vigneti e noccioleti con i frutti ancora acerbi, campi di grano maturo, frutteti, cascinali e ancora girasoli, muretti a secco e tutto in altura. A Niella Belbo distratto da tutta la bellezza che mi circonda, sbaglio strada e per qualche centinaio di metri scendo verso San Benedetto ma Garmin prontamente avvisa e recupero la strada giusta.
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Quarta ora Niella Belbo–Ceva rotatoria autostrada 72-97 km.
Mi stupisco nel vedere un prato falciato ed il fieno ammucchiato sul palo del pagliaio al centro del campo come si faceva un tempo. Pochi chilometri più avanti, un campo di grano maturo falciato a mano, con i covoni legati non con lo spago ma con il grano stesso, pare che quassù il tempo si sia fermato ai primi anni del ‘900. Salendo trovo nebbia dai 500 ai 700 metri di altitudine, grigiastra, fredda, nasconde le cose ed il sole ma salendo verso il tetto delle langhe, Mombarcaro a 800 metri di altezza, ecco che la nebbia svanisce, la posso vedere li, sotto di me che ingombra la valle, bianca come il latte, affascinante, incantevole . Ora scendo verso Sale nelle Langhe, rientrando nella nebbia che sta svanendo al sole del mattino. Una depressione tra due colline, crea la corta salita di Bragioli, solo due chilometri ma con punte del 9%, poi è discesa fino alla provinciale per Savona, svolto a destra verso Ceva ed alla grande rotatoria dell’autostrada, dirigo verso Sud, sulla SS28, entrando ufficialmente nella Valle del Tanaro.
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Quinta ora Ceva rotatoria autostrada–Garessio 97-120 km.
L’uscita dell’autostrada alimenta il traffico stradale della ex SS28 del Col di Nava, è un continuo passaggio di autovetture dirette verso Albenga e Imperia. La strada in falsopiano leggero, con un filo di vento contrario segue le anse del Tanaro fino a Nucetto, poi un lungo rettilineo porta a Bagnasco, pedalo tranquillamente la strada è ancora lunga.  Improvvisamenye, vento alle mie spalle, rumore di ruote ad alto profilo, vento sul mio fianco sinistro, è arrivato ciò che aspettavo, finalmente, un treno di ciclisti mi passano uno ad uno, senza proferire parola. Uno, due, tre, sei, nove, guardo con la coda dell’occhio quando posso spostarmi a ruota. L’ultimo, si affianca e mi saluta, rispondo, vorrei parlare, chiedere da dove vengano e dove vanno ma non c’è tempo, l’andatura è aumentata ma a ruota si sta bene. Iniziano i cambi, il primo si sfila sulla sinistra e lascia il passo a quello dietro, quando è sul mio fianco, faccio segno di mettersi dietro e che intendo collaborare quando sarà il mio turno. Proseguiamo così, con cambi abbastanza regolari, uno dei ragazzi, si sgancia per fare foto e un filmato. Pievetta, Priola, il prossimo paese è Garessio, da dietro sento gridare “Sinistra, sinistra”. Se ne vanno, ora che toccava a me tirare, loro vanno via verso Albenga salendo probabilmente al Colle Quazzo, io proseguo sulla mia strada solo.
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Sesta ora Garessio –Viozene 120-147 km.
Rallento quasi subito la marcia, attraverso Garessio dove di solito mi fermo al piccolo negozio di alimentari “La stella alpina”, oggi ho fretta e proseguo ma qualcosa devo mangiare e poco prima di Isola Perosa, vedendo un fontana fiorita alla mia sinistra ne approfitto per una sosta e per metter qualcosa sotto i denti. L’acqua è freschissima e scorre abbondante nella vasca attorniata da Delosperma Cooperi, una pianta carnosa che produce un fiore stellato color fucsia che si vede sovente anche dalle mie parti. Proseguo verso Ormea sempre risalendo il corso del Tanaro mi fermo ancora un attimo alla fontana della piazza. A Cantarana, il bivio per Caprauna mi fa pensare per un attimo di cambiare percorso mi piacerebbe salire ancora una volta il passo e poi lasciarmi andare in discesa per un trentina di chilometri fin quasi a raggiungere il mare ma l’obbiettivo di oggi e il Colle delle Salse ed è li che vado. Ponte di Nava, con il negozio di frutta e verdura e altre specialità del luogo a fianco, la fontana con la scritta “ Chi beve di quest’acqua non avrà più sete”. Ancora una sosta veloce per mangiare qualcosa e fare il pieno d’acqua, ho finito la Coca Cola e riempio una borraccia d’acqua pura e l’altra mischiata con potassio e magnesio, la prima oltre che a dissetarmi servirà per bagnare testa e braccia durante la salita verso Le Salse. Prima di partire chiedo indicazioni ad un abitante del luogo, non ricordo bene come sia la strada e chiedo quanti chilometri manchino ad Upega. Mi risponde che sono circa sedici chilometri ma che la strada non è dura. Parto sulla SP154 che è in territorio piemontese ma esattamente sul filo del confine con la Liguria i primi cinque chilometri sono facili, la strada sale e scende e la pendenza media si attesta attorno al 4%. Poco prima di Pornassino, la pendenza aumenta al 5% medio e si snoda all’interno del bosco con pochi punti scoperti, poco più di quattro chilometri e arrivo a Viozene.
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Settima ora Viozene–Upega–Bosco delle Navette–Colletta delle Salse 147-158 km.
Ora la strada spiana quasi completamente e si pedala bene senza fatica, al bivio per Carnino, ho la tentazione di andare a vedere com’è ma poi decido di tirare dritto per Upega, oggi sono tanti i chilometri da fare e non posso aggiungerne altri. Ad Upega c’è gente molta, salita fin quassù per sfuggire alla calura della valle mi fermo ancora per fare qualche foto al Tanaro, che in questo punto è poco più grande di un ruscello e poi attacco il Bosco delle Navette, si chiama così perché anticamente, forniva il legname per la costruzione di barche e navi nella vicina costa ligure. La strada stretta sale a tornanti, tutti avvolti nel bosco di larici. Sono solo quattro chilometri con la pendenza media è del 7%, salgo bene ma inizio ad avere voglia di una bella birra fresca e mi sa che il primo posto dove io possa acquistarla sia ancora parecchio lontano. Supero il confine Regionale/Provinciale e scollino la Colletta Delle salse, ora dovrebbe essere tutto più semplice.
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Ottava ora Colletta delle Salse–San Bernardo di Mandatica 158-172 km.
1623 metri di altitudine, al confine tra le province di Cuneo ed Imperia, obbiettivo raggiunto, ed ora giù per circa cinque chilometri, poi iniziano una serie di strappi, un continuo su e giù fino San Bernardo di Mendatica. Mi fermo, il Bar Ristorante è aperto ed ho sempre voglia di birra e magari un gelato. Entro e la sala da pranzo è zeppa di persone, dirigo verso il bancone del bar ma no c’è nessuno, vedo il gestore intento a fare accomodare altri clienti in sala da pranzo, cerco di attirare la sua attenzione ma è troppo indaffarato per considerarmi.
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Nona ora San Bernardo di Mandatica–Garessio 172-203 km.
Decido di proseguire con la mia voglia di birra e gelato, altri cinque chilometri di discesa pura e sulla provinciale, svolto per il col di Nava. Mi fermo al Bar Sorriso ed ordino prosciutto e melone, una macedonia con gelato e l’immancabile birra. Una mezz’ora di pausa ci voleva dopo tutta questa strada, 181 chilometri fino ad ora ne mancano ancora quasi 160, il più è fatto. Riparto verso Ormea ed a Garessio, decido di uscire dalla traccia programmata per fare un giro turistico. Prontamente Garmin, avvisa dell’errore di rotta ed io fregandomene continuo il mio giro del borgo, scattando qualche fotografia. Al momento di riprendere la rotta, lo strumento probabilmente confonde la traccia dell’andata con quella del ritorno e continua a dare indicazioni contrastanti. Decido di interrompere la lettura del giro e proseguire a vista.
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Decima ora Garessio–Massimino 203-222 km.
Via sulla ex SS28, Priola, Pievetta a Bagnasco svolto a destra e proseguo per la ex SS490 del Melogno, mi occorre assolutamente dell’acqua, la salita al colle dei Giovetti non me la ricordo bene ma con il caldo che fa ora, ho bisogno di bere e di bagnarmi. Dietro un’alta siepe, intravvedo una signora intenta ad innaffiare il giadino, chiedo se l’acqua è potabile e lei mi risponde che non è quella dell’acquedotto ma che loro in casa utilizzano questa. Porgo le borracce per riempirle all’orlo e chiedo ancora se la salita è  lunga. Gentilissima la signora mi dice che saranno tre chilometri ed in cima c’è una fontana freschissima.
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Undicesima ora Massimino–Colle dei Giovetti–Millesimo 222-248 km.
Ringrazio e riparto contento per il pieno d’acqua fresca e per il fatto che la salita sia corta, supero Massimino ed inizia la salita, sono nuovamente in territorio ligure. Dopo tre chilometri fatti quasi tutti al sole, comprendo che la signora non era bene informata sulla effettiva lunghezza della strada. Proseguo bevendo e bagnandomi sovente, nella speranza di vedere presto la fine della salita. Curva dopo curva e chilometro dopo chilometro arrivo finalmente a scollinare e in vetta al colle dei Giovetti a 912 metri di altitudine mi fermo per mangiare, qui si sta meglio che la in fondo alla valle, la temperatura anche se di trenta gradi è accettabile. Scendo, questa era l’ultima salita ma la strada non è ancora finita, sono a 225 chilometri fatti e più di tremila metri di dislivello compessivo. 24 chilometri di discesa mi separano da Millesimo-
Dodocesima ora Millesimo–Piana Crixia 248-277 km.
Ancora una strappo l’ultimo, quello da Millesimo verso Montecala, poi scivolo verso Carcare e alla circonvallazione di Cairo Montenotte, supero la solita coda di autovetture incolonnate al semaforo di un cantiere. Prima della galleria di Rocchetta Cairo, devio dalla provinciale passando all’interno del paese  per un’ultima sosta al bar, poi è Dego ed infine Piana Crixia, tra un chilometro sarò nuovamente in Piemonte e quel che più conta in provincia di Alessandria.
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Tredicesima ora Piana Crixia–Acqui Terme 277-308 km.
Sessantacinque chilometri a casa, sono i più duri, avanzo quasi per inerzia e ogni volta che trovo un cambio di pendenza faccio fatica e le gambe fanno male, ho ancora un pezzetto di formaggio grana, l’ultima sostanza per il mio corpo, aggiungo due confezioni di zuccheri e carboidrati e pedalo appena sopra i trenta chilometri orari. Spigno, Montechiaro, Ponti Bistagno, Terzo e finalmente Acqui Terme.
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Quattordicesima ora Acqui Terme–Casal Cermelli 308-339 km.
Sosta a Strevi per rifornirmi d’acqua e poi Rivalta,Sezzadio, in pianura il caldo è insopportabile, sono solo trenta gradi ma l’umidità e l’afa sono altissime, continuo a bagnarmi e l’aria della corsa fa evaporare l’acqua dando un po’ di sollievo. Portanova, ormai è finita, poco davanti a me vedo una trebbiatrice. È più larga della carreggiata e una lunga coda di auto si è formata dietro di essa. Accelero, raggiungendo l’ultima auto della fila, inizio a sorpassare una ad una le auto, facendo attenzione a quelle che sopraggiungono nell’altra direzione. Finalmente sono dietro al mezzo agricolo, va a trenta chilometri orari, rilancio e lo supero, volo verso casa dopo un giro di 340 chilometri, se non fosse così tardi potrei allungare e superare questo maledetto muro dei 350 ma forse sarà per un’altra volta. SEMPREINSELLA!