Anno 2021

132
Ore
3123
Distanza
31
Attività
28575
Dislivello

immagine altimetrica

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
0:1o':07" Galleria di Garbagna da Molo Borbera 1
0:34':07" Montalto Pavese da Casteggio 2
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01/03/2021

  • Distanza 151.03 km
  • Tempo 7:03:32
  • Dislivello 1899 metri
  • Bici Costanza

“Sconfinando qualche metro”


Quando sono partito
non pensavo minimamente a fare 150 km, dovevano essere circa 130 su un tratto del Giro della Provincia di Alessandria riveduto e corretto, al contrario, riprendendolo da Ovada dove lo avevo lasciato nell’ultimo giro di febbraio. Quindi Cassinelle, Cimaferle discesa alla SP334, salita a Roboaro, Pareto Turpino e rientro da Acqui Terme, per Gamalero, Borgoratto, Castellazzo e casa.

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Ma dopo la salita a Cassinelle,
giunto al bivio di Bandita, dato che non ci ero mai stato prima, ho deciso di andarla a vedere, la strada è bellissima, in alcuni punti asfaltata nuova di zecca, una pecca su un rinforzo di scarpata eseguito recentemente, che ha già ceduto ed è transennato. Dal piccolo centro abitato, dipartono molte strade per le varie borgate ma che comunque terminano, senza sbocchi percorribili in bicicletta. Torno indietro e recupero la strada del giro proseguendo sulla SP208 Cassinelle-Cimaferle, il tratto duro è sempre li, 400 metri all’11% con asfalto ruvido e rugoso, si sente sotto le ruote e da fastidio. Al bivio con la SP210 Acqui-Palo dovrei svoltare a destra verso Cimaferle ma la voglia di dare uno sguardo alla Liguria è grande  e svolto a sinistra verso il Bric Berton.

 

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C’è ancora la neve lassù
nelle zone ombreggiate e il Bric Berton è stato deturpato dalla posa di tubature dell’acqua per potenziare il rifornimento idrico della zona.
Per chi non lo sapesse, sul Bric Berton, c’è un lago artificiale che riceve l’acqua dal Monte Beigua e da li viene distribuita verso i vari comuni circostanti.
Visto il confine regionale, torno indietro recuperando la strada per Cimaferle e inizio la discesa verso la SP334 del Sassello ma mi fermo quasi subito, la palina con la targhetta S di saracinesca, mi ricorda il mio ultimo lavoro presso l’AMAG e voglio fare una foto con la bici appoggiata al palo. Purtroppo ci sono i rovi, cerco di schiacciarli con le scarpe ma si ribellano agganciando le spine ai miei polpacci oggi scoperti. Rinuncio alla foto con la bici ma ho il timore che qualche spina abbia colpito il copertone posteriore, faccio un controllo ma non vedo niente di strano, la gomma è gonfia e riparto in discesa sulle pendenze ripidissime di questa strada che io ho sempre fatto in salita. Scendo e trovo un ciclista che sale e anche di buon passo, una cosa rara, soprattutto in questa stagione. Ripida e con tanta sabbia, fotografo il doppio tornante del tratto più duro 14% e finalmente sono in fondo.

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La SP334 la percorro per un piccolo tratto,
poi la svolta a destra sulla SP216 di Mioglia. È qui, la ruota posteriore comincia a saltellare e non attutisce più le asperità della strada. Si sta sgonfiando. Stop acanto ai bidoni dell’immondizia, cambio la camera, ci metto un sacco di tempo, con questi cerchi della DT Swiss ci vuole la pazienza di Giobbe e un sacco di fortuna per rimontare il copertone.
Riparto e poco dopo svolto a destra, sulla strada vicinale del Frascheto, una strada stretta, ripida a strappi che mi fa un po’ tribolare, ho sempre il timore che la ruota posteriore si sgonfi ancora e ogni tanto do un’occhiata. A Roboaro, proseguo sui tanti strappi e su e giù della SP220 verso Pareto, poi Bissi, i muri di Turpino al contrario e il duro strappo prima di Montechiaro Alto.

Ora si scende, per la SP225,
bella larga, asfaltata perfettamente, lascio andare la bici, senza rilanci. Finita la discesa ecco il tratto noioso, la SP30 da percorrere fino ad Acqui Terme, un filo di vento in faccia, tanto traffico soprattutto pesante. Ci arrivo ad Acqui e mi viene voglia di tirare dritto verso Strevi, Rivalta e casa ma sono un testone, so che è tardi e probabilmente arriverò a casa dopo il tramonto ma tiro dritto sul giro programmato. Alice Belcolle, Ricaldone, Cassine, Gamalero e Borgratto. A Castellazzo allargo il giro per essere sicuro dei 150 km effettivi, arrivare a casa con 149,5 mi farebbe arrabbiare, quindi allungo per via Pietragrossa e sono 151, giro Arancio in zona Arancio, come volevo
Ho graffiato in diversi punti il confine con la Liguria oltrepassandolo di una decina di metri sul ponte dell’Erro, colpa dei cartelli di fine regione Piemonte posizionati oltre il confine, in Liguria. Ho cercato di restare entro i trenta Km dai confini del mio comune, Bric Berton e Pareto, sono stati i punti più lontani in linea d’aria rispettivamente distano 32.2 e 36.4 km dal confine più a Sud di Casal Cermelli, oggi ho infranto la legge, non succederà più. SEMPREINSELLA!

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