2013 12 27 azzano d asti rocca d arazzo

Fine dicembre, qualche giorno di ferie e qualche bella giornata danno il benestare per gli ultimi chilometri dell’anno ciclistico solare.
27/12/2013    
•    Distanza     112.29 km
•    Tempo        04:25:16
•    Dislivello     739 metri
Azzano d'Asti, Rocca d'Arazzo, quasi pianeggiante, solo 739 metri di dislivello su 112 km, bella giornata soleggiata con temperature quasi primaverili, piccolo inconveniente a Nizza Monferrato per un difetto alla valvola della ruota posteriore che trafilava aria, ed ho dovuto sostituirla. Altro inconveniente con una bomboletta d’aria compressa vecchia di qualche anno che non è stata in grado di gonfiare la ruota, per fortuna ne porto con me sempre due e mi son tirato fuori dai guai. Giro tranquillo nel Monferrato astigiano con gli strappi di Gamalero, Mombaruzzo e le salitelle di Azzano d’Asti e Rocca d’Arazzo, rientro da Alessandria. Una parentesi poco divertente, che ha mandato fuori giri il mio organismo sovraccaricandolo di adrenalina. Attraversata Nizza Monferrato dirigo su Castelnuovo Calcea e poi su Montegrosso, tutta pianura. Ho percorso circa una cinquantina di chilometri e quindi è ora di invertire la marcia e tornare a casa. Non mi va di infilarmi dentro Asti e non conoscendo bene la zona, aggiro Isola d’Asti e seguendo le indicazioni dirigo su Alessandria e mi ritrovo davanti alla galleria di Molini d’Isola, 1227 metri di lunghezza, non ho le luci con me e decido, bici in spalla di fare dietro front, inversione ad U, aspetto il momento buono e  torno da dove sono venuto.

Purtroppo per me, la strada che ho appena ripreso non ha uscita e prima che me ne accorga mi ritrovo sulla A33-Asti Cuneo. L’autostrada è in fase di realizzazione e per tanto non ha un casello. Mi accorgo di essere in autostrada quando passo sotto al tabellone che la indica, ma ormai è tardi per tornare indietro mi fermo accostato alla protezione laterale, comprendo che è impossibile tornare sui miei passi. Riprendo la corsa a tutta, attaccato al guardrail, tutto a destra sulla corsia di emergenza che per fortuna è larghissima. Il traffico è modesto, qualche camion, poche autovetture, proseguo alla massima velocità che posso raggiungere e man mano la corsia di emergenza si assottiglia, fino a scomparire. Ora sono in corsia di marcia, sfioro con la spalla le barriere di protezione, non mi fermo, sarebbe peggio, cerco la prima uscita disponibile, spero sia vicina. Eccola, Asti, Azzano, Rocca d’Arazzo, esco, è finita, 4400 metri in autostrada, 9 minuti di terrore ma sono fuori, un’altra cazzata da raccontare.

 

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