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In bici, correndo dietro alla pensione...

2016 03 10 incazzato nero

Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
 15':00"  Cremolino da Molare 1

10/03/2016
• Distanza 63.69 km
• Tempo 02:10:52
• Dislivello 445 metri

Oggi giornata di ferie,
un impegno di famiglia al mattino, seguito da un appuntamento all’INPS, ore 14:00 per verificare il mio stato pensionabile. Sveglia alla solita ora, le 6, per sbrigare qualche lavoretto casalingo rimasto indietro, poi adempio al dovere di famiglia, alle 12 circa accompagno mio figlio alla stazione di Alessandria, parte per Novara e poi nell’attesa dell’appuntamento all’INPS, ne approfitto per sbrigare qualche commissione. 13:55, entro all’INPS, puntualissimi mi ricevono e con solerzia mi dicono che devo ancora lavorare circa 2 anni per avere diritto alla pensione.
Obietto che mi sembrano troppi,
ho iniziato a lavorare nell’agosto del 1973 e per tanto mi sembrano troppi due anni. L’impiegato esegue un controllo approfondito e poi mi chiede se ho fatto il militare e se ho fatto richiesta di ricongiunzione. Rispondo di si per tutte e due le domande, mi dicono che non risulta la ricongiunzione ma che cerca in un altro database. Poi richiede i faldoni cartacei della mia pratica, l’addetto alla ricerca in archivio torna trafelato dicendo che non ci sono e che probabilmente sono in archivio a Vercelli. A questo punto, la mia visita agli uffici dell’INPS termina con un: “signor Grattarola, le fisseremo un altro appuntamento appena avremo a disposizione il cartaceo, arrivederci”.
Esco e penso a qualche anno fa,
quando mi recai all’INPDAP per sapere lo stato dei versamenti contributivi a mio carico e che dopo una ricerca al terminale l’impiegata di allora mi disse:”Signor Grattarola, dove ha lavorato fino ad ora, perché qui non risulta nulla”. Quasi svengo, poi aggiunge:” Ma, aspetti un po’ potrebbe essere che i suoi dati non siano ancora stati caricati a terminale”. Ed invia un addetto alla ricerca del faldone perduto. Dopo una buona mezz’ora, ecco uno scatolone con tutta la mia vita lavorativa e pare che ci sia tutto, proprio tutto, anche la ricongiunzione dell’anno di militare, quello che oggi è sparito. Nel frattempo l’INPDAP è stata assorbita dall’INPS e visto che probabilmente negli archivi alessandrini non c’era posto, il mio scatolone lo hanno mandato a Vercelli, sempre in Piemonte né e per strada si sono perduti l’anno di soldato.
Penso ancora ad un paio di settimane fa
quando mi sono recato, sempre all’INPS ma questa volta allo sportello del mattino, (si perché al pomeriggio gli sportelli sono chiusi) e dopo circa tre quarti d’ora di coda mi sono sentito dire che dato che i versamenti relativi al mio stato lavorativo erano indirizzati all’INPDAP, (che poi è diventata INPS) questi non risultavano ancora inseriti a terminale INPS. Me ne ero già accorto io facendo un’indagine via internet sul portale dell’INPS, litigando per diverso tempo con codici di accesso, pin e contro pin e riuscendo finalmente ad accedere al portale, fatta la richiesta di visionare i miei versamenti, compariva il messaggio:”Siamo spiacenti ma avendo versato i contributi presso un altro ente, non risulta possibile la visione dei dati, riprovare più avanti.” E qui la decisione di andare all’INPS direttamente.
Conclusione,
2 giorni di lavoro buttati via per non risolvere nulla e non è ancora finita.
Ha dimenticavo, vista la mia perplessità nell’apprendere che l’anno del soldato era scappato chissà dove, l’addetto mi rassicura dicendomi:”Non si preoccupi, la domanda di ricongiunzione di quell’anno si può ancora fare basta accedere al portale INPS, è una cosa automatica”. Saluto, vado via, pensando ma se è automatica, perché non la fanno loro automaticamente, visto che 12 mesi di militare li ho fatti tutti e al ministero lo sanno. Perché se la cosa è automatica, la richiesta devo farla comunque e non viene fatta d’ufficio? Assurdità!. Sono incazzato per la mezza giornata perduta, sono incazzato perché è chiaro che qualcosa non funziona nel sistema, non mi disturba il fatto che debba ancora lavorare per due anni ma bensì che un ente pubblico faccia perdere del tempo prezioso, per errori commessi da chissà chi.

                                                       
Veniamo al giro, che è meglio. Tornato a casa, non sono ancora le tre e vista la bellissima giornata, visto che in qualche maniera devo calmarmi, salgo in bici e schiaccio a manetta per il giro del Cremolino. A manetta si fa per dire, perché porto a casa poco più di 63 chilometri in poco più di due ore, neanche da icazzato riesco ad andare forte.