Scrivo a freddo questo diario di viaggio, lo scrivo a distanza di più di tre anni, cercando di ricordare le cose più importanti...
| Nessuna salita di rirlievo nel giro di oggi | ||
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| Giro collegato a : Il Gigante tra i laghi |
27/05/2012
• Distanza 309.43
• Tempo 10:47:59
• Dislivello 930 metri
Per il momento dico solo che tanta pianura così distrugge il fisico e la mente. Nel grafico non c'è rapporto tra la distanza e l'altitudine per cui sembra che io oggi abbia scalato il Mortirolo ma il picco massimo del dislivello è di 358 mslm. In realtà la corsa di oggi è di un piatto impressionante come, come è piatto il mio encefalogramma in questo momento.



Due gli episodi che hanno caratterizzato e movimentato questo giro che a parte il passaggio tra il lago d’Orta e quello Maggiore, è stato di una noia mortale:
1. Con 130 km all’attivo sono arrivato finalmente e vedere l’acqua del lago D’Orta e percorrendo la SP229, lo sto scoreggiando sulla sua sponda destra, una dozzina di chilometri tra Buccione e Omegna, a Gravellona Toce dove dovrei invertire la marcia e portarmi sulla sponda sinistra del Lago Maggiore, perdo l’orientamento, sbaglio strada e proseguo verso Nord. Qualcosa non quadra e ad Ornavasso, decido di chiedere informazioni ad un motociclista che come me è fermo ad un semaforo. Questo gentilmente mi dice semplicemente che proseguendo in questa direzione tra pochi chilometri mi ritroverei in Svizzera. Ci facciamo una risata, saluto, inverto la marcia e con non poca fatica riesco a portarmi sul Lago Maggiore riprendendo la giusta via in direzione di casa.
2. Dopo un viaggio di ritorno, noioso come quello di andata ma molto più difficile per via della stanchezza per la tanta strada fatta, arrivo finalmente a Mandrogne dove mi sorprende un temporale e spingo a tutta per togliermi dall’acqua il prima possibile. Squilla il cellulare, non rispondo perché la pioggia è talmente forte che dovrei fermarmi; so che probabilmente è mia moglie che chiede informazioni sulla mia posizione, ma sono vicino a casa e la corsa è quasi finita. Continuo tra la pioggia sempre più forte, e il telefono squilla una seconda volte e poi una terza, io continuo a non rispondere, e cerco di pedalare il più in fretta possibile per togliermi dalla pioggia. Quando arrivo a casa, mio figlio mi dice “La mamma ti è venuta incontro in auto”. Rispondo che a causa della pioggia, probabilmente non ci siamo visti e la chiamo al telefono, per dire che sono a casa e farla rientrare. Chiedo dove si trovi e mi risponde che ha superato Alessandria e sta andando verso Casale Monferrato. Ecco il motivo per il quale non ci siamo incrociati. Preoccupata perché non rispondevo al telefono e pensando ad un mio ritorno sulla stessa strada dell’andata, ha preso la direzione sbagliata. Al suo ritorno, logicamente mi sono preso una bella lavata di testa, con una irruenza peggiore di quella appena presa dalla pioggia
SEMPREINSELLA!
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