06/10/2017 • Distanza 206.30 km • Tempo 9:20:19 • Dislivello 3219 metri
Ed ecco l’altro pezzetto, (si fa per dire) del bellissimo percorso di Ovada in Randonnée. Nebbia fitta anche questa mattina ma dopo Predosa, svanisce e sulla mia strada si affaccia un bellissimo sole che mi accompagnerà per quasi tutto il giro. Partenza in direzione di Ovada, l’intenzione è di salire sull’ultimo tratto del percorso da 230 km. e la prima salita è Tagliolo, seguita dai mangia e bevi di Lerma, Casaleggio Boiro e Mornese. Ora inizia la salita verso il passo dell’Alpino, corta ma di un certo impegno, su in vetta il panorama è veramente stupendo.
I colori dell’Autunno, in tutte le sfumature del marrone, confondono la vegetazione con le rocce, unica nota stonata in questa sinfonia di colori, è data dalla strada grigia. Ora scendo verso il Valico Eremiti e proseguo verso nella valle del Gorzente. Le rocce rosse, nude, sulla mia sinistra. A destra, il dirupo e laggiù in fondo, scorre lento, quasi fermo per la siccità, il torrente Gorzente. Devo raggiungere il guado, da lì inizia la salita verso Capanne di Marcarolo.
Supero il guado, poca acqua nel letto del torrente, il panorama cambia totalmente. Castagni carichi di frutti, ombra e strada nuovamente in salita. In alcuni punti è dura con pendenze sopra al 10%, in altri morbida, piacevole. Prima del Sacrario della Benedicta, una lieve depressione rifiata le gambe, poi il selciato del Sacrario e ancora salita fino alle Capanne. Si scende ancora verso Campo Ligure e la strada del Turchino. Si scende su una bella strada da prima libera e aperta, poi la vegetazione la chiude e sull’asfalto si ammucchiano le castagne ed i loro ricci, rendendo la discesa pericolosa.
A Campo, scorta d’acqua e proseguo verso il passo del Turchino e quello successivo del Faiallo. Sole fino ad ora, sole fino al Bric del Dente, la salita al Faiallo è quasi terminata, salendo sulla strada spoglia di alberi, aperta, larga, con sulla sinistra, la veduta del mare. A destra le rocce rosse, coperte a tratti di Erica in fiore. La in fondo il Bric del Dente, sole qui dove sono ma il Dente è all’ombra di una grossa nuvola bianca. Proprio dove inizia la discesa è ombra. Questo Faiallo è sempre dispettoso. Scendo senza coprirmi, scendo e fa freddo ma la salita ricomincia quasi subito, ancora poco e anche il Faiallo è messo in tasca.
Mi copro ora che sono in vetta e discendo verso Vara Superiore, pochi chilometri ed inizia la corta salita verso Colla Vassuria, poi attraversato il bosco si scende ad Acquabianca e poi ancora a Tiglieto. Ancora una corta salita verso il Passo della Crocetta, poi il percorso prevede la discesa su Rossiglione ed Ovada. Non mi va, voglio ancora un po’ di salita, svolto su per Alpe Garrone, sul percorso dei 130 km, scendo ad Ovada e poi, proseguo sempre sul 130.
Strada San Bernardo, Cappellette, Bivio Cassinelle, Morbello Costa e Bivio Bandita. Qui svolto a sinistra, sul percorso alternativo da 90 Km e raggiunta ancora Ovada cerco la strada di casa. Mi raggiunge Alberto, così si chiama questo ragazzo un po’ robusto con una gioventù ciclistica da dilettante. Saluta e mi supera, lo aggancio e resto a ruota per un po’. Dopo lo strappo di San Carlo, lo affianco e iniziamo a parlare. Prova la 50 Km della Rando, lo accompagno, svoltiamo su per San Giacomo, sempre parlando si arriva a Castelferro e ci lasciamo con una stretta di mano.
Casa finalmente, non sono stanco ma la Carrera dopo i 200 km lascia il segno ed ho l’assoluta necessità di una doccia e di mangiare. Non so ancora se domenica andrò alla partenza di Ovada in Randonnée, ci saranno tanti amici mi piacerebbe salutarli tutti.