Annoiato e quasi sdraiato a terra, l’operaio di guardia al blocco mi indica che in bici non è possibile proseguire....
Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
00:04:10 Cortiglione: Via Pozzo   1
00:08:30 Castagnassa da Crociera   2
00:19:47 Parco naturale di Rocchetta Tanaro da Sant'Emiliano 3
00:02:26 Strappo via Tocco, Mombercelli   4
00:14:48 Canetto da Valumida   5
00:17:00 Costigliole d'Asti: Annunziata da Santa Margherita   6
00:15:38 Muri de La Micca   7
00:03:26 Strappo di Bazzana da Nizza M.to 8
00:08:34 Muri di Bergamasco da Castelnuovo   9
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Capitolo I, Capitolo II, Capiotolo III, Epilogo ”.

24/10/2025
• Distanza 160.06 km
• Tempo 7:37:02
• Dislivello 1630 metri
• Bicicletta Blue Sky
• Colore Arancio
Il giro era stato calcolato per circa 150 km, e diviso in settori di 50 km ciascuno, l’avvicinamento, la parte interessante,e il rientro, poi qualcosa è andato storto e da 150, sono arrivato a 160 Km, ma su queste distanze 10 in più o in meno, non fa molta differenza.

 

Capitolo primo: Liscio come un velluto.
(Via del Pozzo, Castagnassa, Parco Naturale di Rocchetta T. , Via Tocco)
9:00 e salgo in bici direzione Alessandria, finalmente la strada è stata asfaltata nei punti critici; circa 300 metri dal cimitero fino all’ingresso di Casal Cermelli, e quasi un km dal ponte Bormida al rio raso.
Segnaletica orizzontale già fatta, un tappeto perfetto, la bici scorre senza sobbalzi su una striscia di velluto nero.
Cielo sereno, visibilità illimitata, 9°C, vento da Ovest leggero, per questo giro d’Autunno indosso il completo della Overall Tre Colli Cycling Team, pantaloncini corti e maglia gialla creata per la tappa del Tour de France e personalizzata “Un Randagio in Bici”. Parto con calma su questi primi 50 km, che mi porteranno verso la Langa Astigiana.

Alessandria Cristo, Casalbagliano, Villa del Foro, Oviglio, e un’altra piacevole sorpresa nel vedere che i tratti disagiati della SP245 sono stati asfaltati. Proseguo quasi incredulo, superata Abazia e Masio entro nell’astigiano.
A Cortiglione testo le gambe sullo strappo di via del Pozzo, duro solo nei 100 metri finali, e al successivo strappo della Castagnassa attacco briga con un ciclista con completo semi invernale che terminata la corta salita svolta sulla strada della Serra, mentre io proseguo verso i Mogliotti.
Sant’Emilano e il Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, strada stretta, asfaltata e immersa nel verde del bosco, sono la parte più bella in questi primi 50 km del giro, lo strappo di via Tocco quasi tutto al 10% mi da buone sensazioni, chiudo il capitolo con la discesa alla Cappella di Roeto.

 

Capitolo secondo: La Luna e i falò.
(Montaldo Scarampi, Montegrosso d’Asti, il treno tra le vigne, Vallumida, Costigliole d’Asti, Annunziata, Castagnole delle Lanze, Farinere, Neive, Mango)

In questo secondo tratto del percorso la strada o sale o scende come sulle montagne russe, senza un attimo di tregua, la pianura è quasi assente. Ho percorso piccole strade mai fatte prima, una scoperta dietro ad ogni curva, strappo o salita, l’emozione di andare, ma senza sapere dove.
Comincio da Roeto verso Montaldo Scarampi, 4 km di collina semplice seguiti dalla discesa a Montegrosso e la sosta al punto panoramico del Treno tra le Vigne.
Uno strappo dietro all’altro e una discesa dopo l’altra si arriva in Vallumida -contrazione di Valle Umida, Vallumia in Piemontese-, pochi chilometri in falsopiano prima della corta salita a Santo Stefano Canetto, qui inizia un altro tratto di “mangia e bevi”; Madonnina seguita da Costigliole d’Asti, dove mi fermo un attimo in viale Corrado Bianco al civico 30. Chi mi conosce sa il perché.
Uscendo da Costigliole, lo strappo di via Testore mi prende alla sprovvista, annaspo nel tentativo di spostare il deragliatore dal 52 al 36, per fortuna è cortissimo e riesco a scollinare. Discesa e risalita a Santa Margherita, ancora discesa e risalita a Sant’Anna, dove inizia lo strappo duro per Annunziata.
Comincia a fare caldo in salita, 25°C su queste nervose colline, fanno pensare ad un ritorno all’Estate, ma basta affrontare una discesa all’ombra per tornare alla realtà dell’Autunno.

 A Croce dei Poncini lascio la leggera salita di strada Santa Maria per la stretta e intrigante Strada Finale che avvolta nel bosco scende per qualche centinaio di metri risalendo poi senza difficoltà fino a Castagnole delle Lanze; in questi giorni teatro della manifestazione vitivinicola “Borgo diVino in Tour”.
Si sale e si scende ancora, fino a Farinere, e dopo un corto tratto sulla SP3 arrivo a Borgonovo e Neive.
Salita lieve quella verso Mango, sulla ampia SP51 Tre Stelle di Neive, dopo il secondo tornante la lascio per una interessante stradina sulla sinistra.
La partenza al 12% e i successivi 700 metri al 10.7% medio, mi fanno pentire di avere abbandonato la provinciale, poi di colpo spiana, 150 metri da riprendere il fiato, riposare le gambe, soprattutto le ginocchia che anche oggi danno qualche fastidio. E riparte dura con altri 400 metri dolorosi, ancora un 12%, poi punte del 14%, 10,1% la pendenza media, e spiana ancora per circa 300 metri, ma alzando lo sguardo ecco li davanti, minaccioso, il terzo strappo. Ancora 400 metri duri, ma non come quelli precedenti, 8% medio, 10.5 max, segno che la salita sta cedendo, e sul finire nei 300 metri prima della riunione con la SP3, è praticamente in piano. Torno sulla SP3, gli ultimi 800 metri di salita verso Mango sono regolari tra il 6 ed il 7%, e l’ultima fatica è conclusa, ora si scende sulla SP265 verso San Donato e Cossano Belbo, ma un cartello sulla sinistra indica le frazioni di Terrabianca, Assè, Boschi, Flori; svolto, sono curioso, la strada è stretta ma bella e scende senza forti pendenze .
In località Boschi ricominciano i su e giù, e arrivato in strada Madonna della Rovere, appoggiata su un orribile muretto di cemento che sorregge il terreno di un piccola vigna, eccola, in plexiglass bianco opaco, illuminata dal Sole, una piccola luna crescente. Siamo nel comune di Cossano Belbo e penso che l’opera artistica, abbia attinenza con l’ultimo libro scritto da Cesare Pavese "La Luna e i falò".
Continuo su questa piccola strada e finiti i mangia e bevi svolto su strada Bisseglio, ripida discesa e fondo consumato dal tempo, proprio mal messa. Un operaio sull’escavatore sta sistemando i tratti più sconnessi, in alcuni punti non si vede più la strada; scendo con cautela, poi l’asfalto torna visibile e concludo il secondo capitolo senza danni.
 

Capitolo terzo: La Valle del Belbo
(Santo Stefano Belbo, Canelli, Nizza Monferrato, Castelnuovo Belbo, Bergamasco)

Le fatiche fisiche sono terminate, rimane quella mentale che mi permetterà di percorrere questi ultimi 50 km di quasi totale pianura. Lascio la SP592 di Canelli appena raggiunta, per salire su Strada Montaldi; un modo per rompere la monotonia del rientro. Scendo a Santo Stefano Belbo, raggiungo Canelli e passando per Strada Vecchia per Calamandrana, do uno sguardo alla coltivazione del Cardo Gobbo di Nizza, che in alcuni campi è già stato legato, interrato e raccolto.
Superata Nizza Monferrato e lo strappo di Bazzana, sempre per rompere la noia, devio per Castelnuovo Belbo e superati i 3 muri di quello che chiamano “il piccolo Fiandre”, arrivo a Bergamasco. Qui, secondo il percorso dovrei raggiungere lo strappo di Carentino, poi Cantalupo, Castellazzo Bormida e Casal Cermelli. Odio lo strappo di Carentino, e al 133° chilometro decido di uscire dal percorso programmato proseguendo per Oviglio.


(Oviglio, Alessandria Cristo, Casal Cermelli)
Torno verso Oviglio, ci ero già passato questa mattina, la mia intenzione è quella di raggiungere Cantalupo per la SP245 Oviglio-Isola d’Asti, ma la stanno asfaltando e per farlo in fretta e senza l’utilizzo di movieri e/o semafori, la strada è stata chiusa alla circolazione. Questa mattina passando per Oviglio, avevo notato delle transenne, le stesse che ora ho davanti e che sbarrano la strada. Con l’idea che in bici si passi comunque dappertutto, mi intrufolo oltre la barriera e dopo il passaggi a livello, ecco uno spettacolo di strada. Manca la segnaletica orizzontale, ma questa striscia di bitume, nera come la pece e quasi luccicante sotto i raggi del sole, mette allegria. Finalmente hanno asfaltato la strada di Oviglio. Beh, veramente la stanno ancora asfaltando e percorso un solo km, sono davanti al secondo sbarramento.
Annoiato e quasi sdraiato a terra, l’operaio di guardia al blocco mi indica che in bici non è possibile proseguire. Chiedo se posso farlo a piedi e per quanto dovrò camminare. Mi risponde di si, che a piedi con la bici a spalle si potrebbe fare , per circa un chilometro.
Rinuncio, ho percorso fino ad ora 140 km, ne mancherebbero una dozzina per arrivare a casa, ma un chilometro a piedi è veramente troppo. Torno indietro sulla stessa strada dell’andata, godendomi per la seconda volta i tratti asfaltati di nuovo della SP185, in questo modo ho allungato il percorso di una decina di km, ma queste distanze, 10 km in più o dieci in meno non fanno alcuna differenza.
W gli asfalti nuovi.
SEMPREINSELLA!