162 km che hanno dato vita ad un giro bello, interessante, che sulla cartografia ha assunto una forma strana...
Le salite nel giro di oggi
TempoSalita 
00:02:49 Strappo di Bazzana   1
00:08:00 Salere bivio Costigliole   2
00:08:22 Annunziata da Strada Drotte   3
00:08:06 Castagnole delle Lanze da Strada Serra   4
00:04:51 Scorciatoia per Barbaresco   5
00:06:45 Alba: Viale Carpaneta   6
00:56:52 Alba - Madonna di Como - Boscasso   7
00:22:20 Castino da Campetto  8
00:15:04 Panoramica Scorrone - Cadacanelli   9
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“Nizza Monferrato, Costigliole d’Asti, Castagnole delle Lanze, Barbaresco, Alba, Manera, Borgomale, Castino, Scorrone, Cessole, Bubbio, Monastero Bormida, Acqui Terme”

29/09/2025
• Distanza 162.23 km
• Tempo 7:49:31
• Dislivello 1887 metri
• Bicicletta Blue Sky
• Colore Arancio


Non amo il caffè, e nemmeno sedermi al bar, a meno che io non sia in giro in bicicletta, su un percorso che superi abbondantemente i 200 km. In genere la sosta al bar arriva intorno ai 150 km, e prevede un gelato una birra e mezza minerale gasata, il caffè lo prendo solo nei casi critici, quando esagero con i km. e soprattutto con il dislivello; lo prendo raramente e serve per dare uno scrollone al mio metabolismo, permettendomi di tornare a casa in condizioni accettabili.

 

Nel giro di oggi, al 150° km mi trovavo a Sezzadio, per arrivare a casa mancavano solo una dozzina di chilometri, stavo bene ed ho tirato dritto verso casa, senza la sosta al bar.
162 km che hanno dato vita ad un giro bello, interessante, che sulla cartografia ha assunto una forma strana; sembra un animale, un tricheco senza zanne, o un cane accucciato, con il naso a Casal Cermelli, la bocca a Fontanasse, la rimanenza del corpo, distribuita tra i paesi visitati ed inseriti nel sottotitolo, ma è la mia fantasia a suggerirlo.
Il titolo è riferito al brano musicale scritto da Mogol e Lucio battisti nel 1966, avevo 10 anni (una vita fa) ed inciso e portato al successo dall’Equipe 84 nel 1967, e chiaramente l’unico elemento che unisce giro in bici e titolo è la data 29 settembre.

Giro spettacolare tra i vigneti della langa, per vedere l’epilogo della vendemmia, odorare i vapori del mosto in prossimità delle cantine, ammirare i colori dei vigneti; il tutto in una splendida giornata di inizio autunno con temperature ancora di fine estate.
La frettolosa visita a Barbaresco, che nel Giro d'Italia 2014 è stato teatro della partenza della cronometro individuale, con arrivo a Barolo, poco più di 40 km, vinta da Rigoberto Uran, io c’ero, al mattino alle prove, ed avevo seguito per qualche chilometro, Damiano Cunego, ma si stava scaldando e visionava il percorso, è stato facile.
Barbaresco, vino prodotto da vitigno Nebbiolo, in una piccola zona compresa tra Barbaresco, Treiso e Neive, cugino del Barolo, ma più elegante, fine, da bere ancor giovine, a differenza del Barolo, più strutturato e longevo che predilige un forte invecchiamento.

 Il paese di Barolo era oggi nelle mie intenzioni; ho rinunciato a raggiungerlo perché avrei allungato troppo il percorso, ma se l’autunno resta buono, penso di inserirlo nel giro della Morra nel mese di ottobre; chissà.
La veduta del Monviso, mi ha accompagnato per molti chilometri, ho anche provato a fotografarlo, ma per la sua distanza incompatibile con le caratteristiche del mio telefono, le immagini non sono venute molto bene.
Pianura nei primi chilometri, come anche negli ultimi, ma nei 70 km circa, tra Costigliole d’Asti e Bubbio, è stata una miscellanea di salite, discese, strappi duri, vedute pazzesche, profumi e colori meravigliosi.
 Corta ma bella la strada Drotte, tra Costigliole d’Asti ed Annunziata, seguita da strada Serra che porta a Castagnole delle Lanze, e per salire a Barbaresco, ho preso la scorciatoia, su una strada senza nome topografico ma che su Strava è chiamata “Prima rampa Barbaresco” ma comprende anche un tratto della SP3, mentre la rampa vera e propria ha misura 568 metri ad una pendenza media del 12,4% e punte del 15,3%.
A seguire, Alba, Madonna di Como, Boccasso, e ancora Castino, Scorrone e strada Cadacanelli.
Salite terminate, e si corre in valle Bormida, con un filo di vento in fronte verso Acqui Terme, proseguendo per casa dove gli ultimi chilometri sono caratterizzati da strade incolte, simili a mulattiere.
Sono a casa, o meglio al semaforo di piazza San carlo e rischio il frontale con il solito pirla che si dimentica che la precedenza agli incroci, va data a destra, ma con tutte le rotatorie che ci sono ormai molti pensano che tutto fa brodo e quello che conta è passare prima, la precedenza non conta più nulla.
 Finalmente a casa, chiamo il gatto, e Trip arriva subito a salutare ed a strusciarsi sulle mie gambe e contro alle ruote della bicicletta, oggi è coccoloso, lo isso in sella e ci sta volentieri, anche un piccolo filmato, con balzo finale e ombra sfuggente.
Bellissimo, come il giro di oggi.
SEMPREINSELLA!