E lui incalza subito: “si va su a Mombarcaro ma attenzione che è una salita durissima, corta ma dura veramente”.

13/03/2018
• Distanza 179.09 km
• Tempo 07:57:44
• Dislivello 2199 metri
Quando basta una bava di vento a dare fastidio, o hai fatto troppa strada o non ne hai più.
Previsioni del tempo
Oggi, giornata di primavera anticipata, dalle 10 in poi, con temperature gradevoli e tanto sole. Previsioni del tempo azzeccate: Nebbia al mattino, che svanisce subito. Poco nuvoloso prima delle 10 e poi sole a tutta. Unico errore, il vento debole da Ovest, quello no non c’era, in compenso soffiava da Est ed ha rotto le scatole per tutta la strada del rientro. Ma se è vera la frase che ho scritto all’inizio, forse il vento me lo sono immaginato.

 

Langa Astigiana
Bella corsa verso il “Tetto delle Langhe”, ovvero Mombarcaro, che con i suoi 896 metri di altitudine, sovrasta tutti gli altri centri abitati dell’Alta Langa Cuneese. Per arrivarci, la strada più corta è quella della valle del Belbo, risalendo Bosia, Cravanzana, Feisoglio e Niella Belbo. Io questa strada me la sono tenuta per il ritorno, raggiungendo Mombarcaro passando per una strada quasi parallela alla valle Belbo, con qualche bella collina della langa Astigiana da scalare. Castelboglione, Rocchetta Palafea, Cassinasco, Cessole, Vesime. Belle strade, con panorama stupendo, salite corte, non difficili e la possibilità di rientrare tagliando il giro in qualsiasi punto.

Langa Cuneese
Raggiunta Cortemilia nel Cuneese, avrei potuto proseguire in Valle Bormida fino a raggiungere Monesiglio e da li risalire a Mombarcaro per la SP103 ma la conosco già e allora, via dalla monotona Valle Bormida. Da Cortemilia, salgo a Bergolo per i 7.5 km della bellissima SP114. Raggiunto Levice, potrei proseguire sempre in cresta fino a Prunetto ma preferisco scendere nella valle del Bormida di Millesimo. Nel fondovalle, la sorpresa del vento da Sud, quindi dritto sul muso. Non è forte ma disturba molto la mia già scarsa prestazione. Gorzegno, la fredda e corta galleria mi avvicina a Canoretto, aggiro la lunga galleria di Colombi, entrando nell’omonima borgata. Non era previsto e Garmin si arrabbia per qualche minuto, poi tornando sul percorso riprende buono, buono a fare il suo lavoro. A proposito di Garmin.

 E il Garmin va a Taiwan
Apro una parentesi. Questa mattina voleva nuovamente portarmi a Taiwan. Tutto è iniziato al sottopasso per Castelspina sulla strada Settevie. Probabilmente la mappa non è aggiornata e passando sulla nuova strada, scatta l’errore “Fuori rotta”. Di solito lo recupera subito, oggi no. Comincia con le solite domande, tipo: “Eseguire il ricalcolo. Si-No”. Me lo chiede ripetutamente, ogni volta che do il consenso al ricalcolo, immediatamente, ripete la domanda. Questo per 4 o 5 volte consecutive, fino a quando sbotta, dicendo: “Non è possibile eseguire il ricalcolo a causa di informazioni errate sul percorso”. Lascio perdere, ormai lo conosco, è inutile discutere, proseguo tranquillo. Ma da ora in poi non mi darà più indicazioni sulle svolte. Poco male, io la strada la so a memoria e proseguo. Gianola, scollino e tiro un occhio a Garmin, tanto per vedere se è ancora vivo. Si, è vivo e vegeto e lancia stizzito il messaggio: “Corri verso Garmin Taiwan”. Ora è troppo. Mi fermo, resetto, azzero il giro, lo ricarico subito dopo e da quel momento il Garmin torna un GPS modello e mi guida docile ed affettuoso per tutto il resto del giro. Chiusa la parentesi.
 La salita cercata
Dove eravamo? Ha si alla galleria di Colombi. Bene ritrovo la strada e dopo poco ecco la salita nuova. Quella che mi sono studiato da casa per arrivare a Mombarcaro senza usare la salita già fatta più di una volta.
Appena prima di Monesiglio, svolta secca a sinistra, leggera e corta discesa. Un signore a piedi, attraversa il ponte sulla Bormida di Spigno, ho voglia di parlare con qualcuno, sono stufo di stare da solo. Mi fermo e chiedo indicazioni sul bivio successivo. Gentilissimo, dice che a sinistra posso andare a Mombarcaro ma è dura. A destra, posso raggiungere una frazioncina ma poi la strada termina e dovrei tornare indietro. Vada per la sinistra, dico. E lui incalza subito: “si va su a Mombarcaro ma attenzione che è una salita durissima, corta ma dura veramente”. Va bene a sinistra, rispondo. Lui ribatte: “Bravo, buona passeggiata”. E mi da una forte pacca sulla spalla. Riparto, dopo un tratto quasi pianeggiante, ecco che arriva la salita. Il primo tratto di circa 1500 metri è veramente duro, il 10% medio lascia ampio spazio a punte del 15%. I 2 .5 km successivi danno una calmata alla strada, con un 5% medio ma con punte tra l’8 e 11%. Quando la salita sembra finita, ecco l’ultimo tratto di 800 metri al 9% medio. Poi si arriva sulla SP103 ma la salita non è finita. Qualche metro in piano e poi gli ultimi 1700 metri al 7% medio fino a scollinare ai piedi di Mombarcaro.
 Il tetto delle Langhe
Mi fermo, sette chilometri in tutto, meno male che era corta. Prendo fiato, mangio, do uno sguardo ammirato allo splendido panorama. La Langa ai miei piedi, brulla, scolorita ma sempre affascinate, come in ogni periodo dell’anno. A coronare questo suggestivo paesaggio, rendendolo esclusivo, ecco, laggiù in fondo, le Alpi coperte di neve, sullo sfondo, un cielo blu intenso, (come da noi, qui in pianura non si è mai visto) nuvole bianchissime. Riposato quel che basta, decido di salire, su alle terrazze con vista quasi a 360°sulle Langhe. Do un’occhiata col cannocchiale libero a tutti, installato sulla terrazza più bassa e rivolta alle Alpi. Stupendo, superlativo, come direbbe mia moglie “ incommensurabile ”.
 Giro di boa, si torna a casa
Basta, è finito il giro o meglio lo scopo del giro, ora devo tornare a casa. 101 i chilometri fatti fino ad ora, 79 i chilometri da fare per tornare a casa, il giro di boa, tutta discesa o quasi, una bava di vento primaverile sul viso, piacevole ma non per le gambe, stanche, deboli, indecise. Non come quelle di Daniele e Ale e tanti altri amici che macinano chilometri senza problemi, senza sentire il vento, la pioggia, la neve. Continuate così.
SEMPREINSELLA!