“Quando la fatica sovrasta il piacere, posa la bicicletta e mettiti a sedere”.
Nessuna salita nel giro di oggi
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“…Senza Parole…”
10/01/2023
• Distanza 83.09 km
• Tempo 3:15:39
• Dislivello 183 metri
E pian piano si aumenta la distanza anche se resto sempre in pianura, ci vuole pazienza per riprendere un po’ della forma che se n’è andata completamente col fermo bici dell’ultimo mese del 2022.
E ad ogni anno che passa, quando ricomincio, la crescita è sempre più lunga, dolori alle ginocchia, il cuore che o va troppo forte o proprio non vuole andare, le mani che si intorpidiscono e dolgono al freddo, poca voglia di soffrire, insomma sempre più difficile e viene in mente il detto:
“Quando la fatica sovrasta il piacere, posa la bicicletta e mettiti a sedere”.

 

Il giro di oggi è nato seguendo i consigli di Massimo che mi aveva suggerito di dare un’occhiata a Google Maps per eliminare definitivamente dai miei tragitti la ExSS211 della Lomellina, tratto Sale, Tortona, Pozzolo F.ro, troppo stretta, con tanto traffico pesante e quindi molto pericolosa. E io un’occhiata alle mappe di Google l’ho data, ed effettivamente Massimo ha ragione, esiste un dedalo di piccole strade, asfaltate più o meno bene che correndo quasi parallele alla pericolosa 211 offrono un servizio veramente eccellente a noi cicloturisti.

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Per quelli che invece vanno forte, la ruvidezza del fondo stradale e qualche buca qua e la, potrebbero incidere notevolmente sulla media oraria, ma sono sciocchezze.
“Stradine asfaltate da vecchissima data”, questa la definizione esatta data da Massimo e mi son trovato bene, si corre in mezzo al nulla, lontano dal traffico, nel più completo isolamento e proprio perché sono isolate, queste strade soffrono di un male terribile, sono oggetto di un selvaggio abbandono dei rifiuti ed ora che l’erba è bassa e gli arbusti che adornano i fossi sono spogli si possono ben vedere, sacchi neri pieni di qualunque cosa, altri sacchi aperti e qualunque cosa sparpagliata nei fossi e sul ciglio della strada, lavatrici, computer, televisori, bidoni, corde, teli di nylon, lavandini, insomma c’è di tutto.
Ho fatto solo qualche foto a caso, ma la robaccia che c’è nei fossi è veramente tanta.

 I nuovi mostri, del 1977 con la regia di Mario Monicelli, Dino Risi ed Ettore Scola, film tragicomico ad episodi metteva in scena la mediocrità italiana di quel tempo.
Oggi tra le tante mediocrità che abbiamo nel nostro Bel Paese, questa dell’abbandonare i rifiuti è quella più perversa, ogni Comune Italiano oggi ha un servizio più o meno efficiente per la raccolta dei rifiuti ma c’è ancora chi gode nel gettarla a ramengo.
A questi Nuovi Mostri auguro tanta felicità e che prima o poi, la robaccia che hanno gettato in giro possano ritrovarsela a casa loro, nel letto, in cucina, in bagno, o forse già ce l’hanno.
Mi girano le palle.
SEMPREINSELLA